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Tutto quelli che non sapevi sul regime fiscale agevolato della tassazione royalties marchio

Tassazione Royalties Marchio: Tutto Quello Che Devi Sapere

Sai come sfruttare appieno la Tassazione Royalties Marchio? Conosci i benefici che il fisco offre ai titolari di Loghi Depositati? Hai sentito parlare dei vantaggi fiscali dati dalla registrazione del Marchio, ma non sai come beneficiarne?

Questo articolo ti svelerà ogni segreto al riguardo!

Ogni azienda utilizza uno o più segni distintivi (ad esempio logo, icona, nome, jingle, colore etc.) per distinguersi dalla concorrenza e fidelizzare la propria clientela, ma un Marchio Registrato è anche un portentoso strumento di pianificazione fiscale che ti consente di risparmiare tasse.

Non è certo un caso che molte aziende, italiane e multinazionali, depositano immediatamente i propri Marchi: se da un lato farlo le tutela e ne aumenta il valore commerciale, dall’altro una registrazione opportunamente sfruttata dà loro diritto a molteplici benefici fiscali!

In questo articolo scoprirai tutto quello che è necessario sapere per sfruttare appieno la Tassazione Royalty Marchio Registrato in modo sicuro, assolutamente legale e, soprattutto, fiscalmente inattaccabile da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Le royalties da marchio registrato possono farti arricchire e al contempo farti risparmiare sulle tasse

Cosa si Intende per Registrazione di un Marchio e Come Effettuarla

Il primo passaggio che è necessario effettuare per arrivare a sfruttare appieno la Tassazione sulle Royalties derivanti dai Marchi Registrati, è quello di depositare il proprio Marchio ed esserne Titolare.

Lascia che ti spieghiamo brevemente come compiere tale primo passaggio.

Innanzitutto devi sapere che per essere definito “registrato” un Marchio deve essere iscritto nel Pubblico Registro dei marchi presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi.

Quando un logo viene annotato sul registro, accanto ad esso viene segnato il nome di chi ne è Titolare, allo scopo di rendere noto a tutti che su tale marchio esiste un diritto esclusivo al suo utilizzo.

Date le finalità di questo articolo aggiungiamo solo che chiunque può essere Titolare di un Marchio Registrato a patto che sia giuridicamente esistente, cioè che sia vivente nel caso di una persona fisica o che sia costituita nel caso di una persona giuridica (società).

Per quanto attiene al come fare per ottenere la Registrazione di un Marchio ti basti sapere che per ottenere l’iscrizione del tuo nome accanto ad un segno distintivo devi superare quel complesso di attività burocratiche ed amministrative che vanno sotto il nome di Registrare un Marchio.

Ci sarebbe molto altro da dire sul Logo Registrato, sulla sua differenza con il Brevetto, sulle tipologie convenzionali di segni distintivi, sulla centralità di quelli atipici nel Marketing Sensoriale o sulle possibili estensioni territoriali, ma per ogni argomento ti rinviamo al relativo approfondimento. Per risparmiare davvero ed in modo legale sulle tasse esiste un solo modo

Cosa Sono le Royalties e Come Percepirle Con un Contratto di Licenza 

Il secondo passaggio da svolgere per beneficiare dei vantaggi fiscali offerti dalla titolarità di segni distintivi è quello di sfruttare il marchio già depositato per ottenere delle Royalties in cambio della sua concessione in licenza d’uso.

Ma cosa sono le Royalties? Prende il nome di “Royalty” il canone che il titolare del Marchio stesso percepisce da un terzo soggetto in cambio della concessione in licenza dello sfruttamento del segno di cui è titolare.

Proviamo a rendere più comprensibile il concetto con un esempio: immagina di avere un appartamento chiamato “Marchio” e di darlo in locazione a qualcuno, questo ti pagherà un canone di locazione in cambio della concessione in uso del marchio, tale canone si chiama “Royalty”.

Tutto chiaro fin qui? Aggiungiamo allora un ulteriore tassello: se al posto di un generico “qualcuno” concedi in locazione l’appartamento “marchio” alla società di cui hai una partecipazione sociale, le royalties per l’uso del marchio d’impresa ti saranno pagate dalla tua società che sfrutta il marchio.

Sostanzialmente si tratta di redigere, sottoscrivere e registrare un contratto di “affitto del marchio” anche detto “contratto di royalty”, con cui una società, a fonte del pagamento royalties a persona fisica, acquisisce il diritto ad usare il marchio.

Ora che sai cosa sono le Royalties e come fare per ottenerle, possiamo proseguire chiarendo che i vantaggi fiscali che offrono sono raggruppabili in due categorie: i primari ed i derivati, vediamoli in ordine.

Pianificazione Fiscale: Utilizzare il Marchio per Trarne un Vantaggio Fiscale

Se a percepire le Royalties è una persona che non opera in attività commerciale, in aggiunta ai benefici in termini di riduzione della tassazione IRPEF o di IRES che vedremo in seguito, il fisco italiano consente di conseguire i seguenti ulteriori vantaggi fiscali:

  • Esenzione dall’IVA: ogni euro di royalties viene percepito completamente esente IVA, purché non sia compenso di un’attività d’impresa;
  • Abbattimento delle contribuzioni INPS e/o INAIL: rispetto a quanto percepito come Royalty nulla è dovuto all’erario per tali titoli.

Questi due vantaggi fiscali sono riconosciuti a chiunque percepisca un reddito derivante da Royalties e, per tale ragione, li abbiamo definiti “primari” distinguendoli da quelli che definiremo “secondari” e che vanno modulati a seconda delle modalità di percezione.

Tassazione Royalties Italia: Registrare il Marchio per Sfruttare Fiscalmente le Royalties

Ovviamente il fisco italiano sottopone a regolare tassazione i proventi che si ottengono dalla concessione in utilizzo del Marchio Registrato (Royalties) e ne imputa il pagamento in capo a chi percepisce tali proventi (Titolare del Marchio).

In aggiunta ai primari vantaggi fiscali che sono universali, vi sono altri modi per risparmiare le tasse con un Marchio Registrato, vediamo quali sono distinguendo caso per caso tra possibili percettori e le diverse modalità di percezione.

Chiaramente il trattamento fiscale che viene riservato ai proventi derivanti dalla Royalty varia a seconda che il percettore sia una persona fisica o una società.

Per questa ragione analizzeremo le due fattispecie e ti forniremo tutti gli elementi necessari per fare le tue valutazioni su: Royalties Marchio Tassazione.

Risparmio fiscale netto per te e per la tua società

Sfruttamento del Marchio da Parte di una Persona Fisica

Per quanto attiene al trattamento fiscale royalties percepite da una persona fisica, il sistema italiano è organizzato in due regimi che trovano applicazione a seconda che a percepire la Royalty sia la persona che detiene la paternità del marchio oppure che si tratti un soggetto diverso.

Se a Percepire la Royalty è chi Detiene la Paternità del Segno

Il fisco considera tali proventi come “Redditi da lavoro Autonomo” che, ai sensi dell’art. 54 comma 8 del Testo Unico Imposte sui Redditi (TUIR), viene calcolato applicando al compenso la deduzione a forfait di certe spese in misura variabile in base all’età del percettore.

In particolare tali deduzioni sono concesse nella misura del:

  • 40% se le Royalties sono percepite da qualcuno di età minore di 35 anni;
  • 25% se percepite da un soggetto di età maggiore di 35 anni.

All’importo percepito va applicata, al netto delle deduzioni spettanti, una ritenuta d’acconto del 20% così che poi la tassazione IRPEF che sarà applicata al percettore sconti l’aliquota ordinaria.

Se le Percepisce un Soggetto Diverso dall’Autore

In questo caso il reddito percepito dal Titolare che non ne sia anche ideatore, viene considerato dal fisco italiano come “Reddito Diverso” e, quindi, non sottoponibile alla tassazione contributiva INPS ma computabile solo ai fini imponibili IRPEF.

Attenzione: condizione necessariamente richiesta dalla legge per l’applicazione di tale regime fiscale agevolato è che i diritti sul Marchio siano stati acquisiti a titolo oneroso dal soggetto percettore delle Royalties.

Dato che tutti i “redditi diversi” sono forfettariamente computati solo come base imponibile per l’IRPEF nella misura del 75%, anche i proventi derivanti dalle Royalties beneficiano di una detrazione fiscale netta del 25%: un chiaro vantaggio per chi è titolare del segno distintivo.

Hai letto bene: il 25% di quanto viene percepito come royalty non viene sottoposto ad alcuna tassazione da parte del fisco italiano, che computa come base imponibile dell’IRPEF solo il 75% della cifra incassata.

Per quanto attiene all’aliquota IRPEF (applicata sulla base imponibile decurtata del 25%) essa viene calcolata in base al reddito complessivo del soggetto sottoposto all’imposta, cioè varia in base al reddito complessivamente dichiarato dal Titolare del Marchio/percettore di Royalty.

Proprio per questa ragione è molto diffusa la soluzione di intestare il marchio a posteriori: così da pianificare l’operazione in base ai diversi livelli di tassazione dei vari soggetti coinvolti.

Tassazione Royalties Percepite da una Società: Il Doppio Binario dei Benefici Fiscali

Cominciamo con il dire che esiste un doppio binario di possibilità, cioè due metodi applicabili per ottenere due diversi benefici fiscali di cui, attenzione, l’uno esclude necessariamente l’altro e di cui uno è utilizzabile solo da soggetti strutturati ed articolati a livello multinazionale.

Fatta tale premessa, analizzeremo comunque entrambe le programmazioni fiscali così da offrirti degli utili spunti di riflessione che, magari, potranno anche servirti come sprone per portare il Brand a crescere fino a livello multinazionale.

In ogni caso riteniamo che sia comunque interessante conoscere uno dei modi in cui le Holding (“gruppi di aziende”) multinazionali riescono a risparmiare le tasse nonostante operino in Italia e producendo gran parte del loro reddito all’interno del Bel Paese.

Licenza d’uso di Marchi Registrati in prima persona

La prima strategia applicabile da chi è proprietario di un logo depositato per risparmiare sulle tasse consiste nel beneficiare del trattamento fiscale royalties persona fisica, per farlo è necessario concedere in licenza d’uso a titolo oneroso il proprio Marchio Registrato all’azienda di cui si è titolari.

Se sei Titolare di un Marchio Registrato puoi concederlo in licenza d’uso alla tua società, che ti pagherà un canone che ti vedrai tassare nella misura del 75% e secondo l’aliquota da te dovuta in base alla tua complessiva dichiarazione dei redditi: ecco come funziona la tassazione royalties persona fisica.

Questo qualora tu non sia anche l’ideatore del Marchio Registrato, giacché nel caso fossi anche tale, allora la Royalty sconterà una tassazione da lavoro autonomo, che potrebbe comportare una deduzione di ben il 40% dell’imponibile se hai meno di 35 anni.

Risparmia da subito il 25% delle tue tasse

Tassazione Royalties: esempio della concessione in licenza all’interno di gruppi multinazionali

L’altra strategia utilizzata per risparmiare sulle tasse si fonda sulla tassazione delle royalties percepite da società di capitali titolari di almeno un Marchio Registrato, sfruttata dai grossi gruppi multinazionali (Holding) che operano nel nostro Paese, come ad esempio Apple o Nike.

Questi colossi commerciali sono proprietari di una moltitudine di Registrazioni ma le raccolgono tutte in una sola delle loro aziende che poi le concede in licenza d’uso alle “succursali” presenti nei vari Paesi, spostando in tal modo i loro capitali all’interno del gruppo.

Poniamo il caso che Apple abbia fondato un’azienda a sé in ogni Paese membro dell’Unione Europea, e che abbia depositato il proprio Marchio Europeo (la famosa mela morsicata) una sola volta e non 67 volte in ogni singolo stato membro dell’Unione.

A questo punto il Marchio Europeo Registrato viene conferito alla sola società operativa Apple con sede in Irlanda (la nazione UE con il regime fiscale più conveniente) e da quest’ultima venga “concesso in licenza d’uso” alle altre società del gruppo esistenti nell’UE.

In aggiunta a questo beneficio se ne annovera un secondo: le aziende che pagano il canone per la concessione in licenza del logo riducono anche il loro carico fiscale aumentando la voce “spesa” nei loro bilanci!

Questo avviene in quanto le royalties rappresentano per il fisco italiano una spesa deducibile e, in quanto tali, possono essere portate in detrazione al momento di calcolare il fatturato annuo dell’azienda!

Grazie a questo sistema tutte le Royalties che la Apple italiana paga alla sorella con sede in Irlanda vengono tassate solo nella misura del 75% e non nella loro interezza, un enorme risparmio se consideri che Royalties di questo genere possono arrivare a cifre impressionanti.

Evitare la doppia imposizione fiscale sulle Royalties Pagate Infragruppo

Per evitare che le grandi Holding internazionali abusino della strategia appena spiegata, la legge fiscale italiana ha stabilito all’Art. 23 comma II lettera c) del TUIR che le Royalties pagate a soggetti non residenti in Italia siano tassabili in Italia se chi le paga è residente nel nostro Paese.

In questo caso, però, le imposte scontate in Italia vengono comunque computate secondo i principi e le deduzioni di cui abbiamo parlato fin qui, cioè sempre su di una base imponibile pari al solo 75% di quanto percepito.

Sottolineiamo che tale imposta esaurisce completamente gli obblighi erariali dei soggetti esteri percettori di Royalty, i quali saranno quindi esonerati dall’obbligo di presentare alcuna dichiarazione dei redditi in Italia salvo che abbiano altri redditi prodotti nel nostro Paese.

Potrebbe però accadere che il Paese ove è residente il soggetto percettore (l’Irlanda nel nostro esempio di prima) intenda sottoporre anch’esso a tassazione quanto percepito a titolo di Royalty sulla base del fatto che tali cifre entrano all’interno del suo territorio.

In questa particolare fattispecie ci troveremmo davanti al rischio che i medesimi capitali scontino una doppia imposizione cioè che vengano tassati ingiustamente due volte (la prima in Italia e la seconda in Irlanda) cosa che distruggerebbe il commercio internazionale.

Per scongiurare ogni rischio di doppia tassazione, particolarmente gravoso in un mercato comune come quello dell’UE, sono state stipulate apposite convenzioni internazionali, che consentono al soggetto che paga l’imposta di invocare il regime fiscale più conveniente.

Pertanto i percettori esteri di Royalties versate da aziende italiane hanno la possibilità di ottenere l’applicazione delle normative fiscali più favorevoli, come fissate nelle Convenzioni internazionali e, quindi, di scontare le imposizioni fiscali ridotte in base ai Trattati.

Per ottenere tali imposizioni erariali agevolate, il percettore estero dovrà fornire a che gli versa le Royalties (suo sostituto d’imposta in Italia) apposita autocertificazione con in allegato il certificato di residenza fiscale estera emesso dallo Stato di provenienza.

È fondamentale evitare gli errori nella pianificazione fiscale della tassazione sulle royalties

Errori da Evitare nella Registrazione dei Marchi e nella Percezione della Royalty da Tassare

A questo punto hai tutti gli elementi per comprendere appieno le straordinarie possibilità per risparmiare le tasse offerte dalla titolarità di un segno distintivo, ma ti esortiamo a prestare la massima attenzione giacché i casi di contenzioso con l’Agenzia delle Entrate sono all’ordine del giorno!

Non basta semplicemente registrare il proprio Marchio per iniziare a beneficiare di una riduzione del 25% delle proprie tasse, anzi è fondamentale essere seguiti da esperti della materia che possano guidarti nei delicati e complessi passaggi richiesti per l’ottenimento di tale beneficio.

Molti imprenditori convinti di aver trovato una vera e propria via segreta per sottrarre capitali al fisco italiano si sono trovati invece a subire dei legittimi, dovuti e ben fondati accertamenti fiscali da parte dell’Amministrazione tributaria che ha recuperato all’Erario quanto illegittimamente sottratto.

Fondamentale in tal senso è evitare alcuni errori tipici in cui “i furbetti del fai da te” cadono sistematicamente, come alcuni comportamenti e/o operazioni che attirano immediatamente l’attenzione dell’Agenzia delle Entrate, perché chiari indicatori di comportamenti fraudolenti.

Se è vero che registrare un marchio d’impresa può rappresentare una straordinaria opportunità di risparmio fiscale, è altrettanto vero che lo sfruttamento del marchio non deve essere visto come qualcosa da fare a cuor leggero.

Prima di proseguire con l’analisi degli errori da evitare ribadiamo che la pianificazione fiscale non può essere “fai da te” e che devi sempre consultare degli esperti prima di arrischiare una registrazione che potrebbe non andare a buon fine e farti subire un giudizio di opposizione.

Ora che questo è ben chiaro, passiamo al setaccio quelli che sono gli errori tipici e più diffusi di chi cerca di risparmiare le tasse con un Marchio Registrato ma, non sapendo cosa sta facendo, finisce per meritarsi un sacrosanto accertamento fiscale con conseguente recupero oltre a salatissime sanzioni.

Utilizzare sul Mercato un Marchio Prima di Registrarlo

Il primo e più diffuso degli errori da evitare è quello di provare a registrare un segno distintivo che è già in uso sul mercato, magari da molto tempo, senza che venga aggiunto alcun elemento di novità.

Attenzione: non ci riferiamo ad un Marchio utilizzato sul mercato da altri (nel qual caso subirai una sacrosanta opposizione) ma al tentativo di registrare il Marchio che la tua azienda già utilizza sul mercato da un po’ e che tu adesso stai pensando di registrare al solo fine di risparmiare sulle tasse.

Sono molti gli imprenditori che, venuti a conoscenza della tassazione agevolata sulle Royalties, hanno la brillante idea di registrare il marchio che già usano da anni solo al fine di “trasformare” in Royalty quanto fino al giorno prima percepivano come “compenso amministratore”.

Procedere alla registrazione di un marchio d’impresa in un momento successivo rispetto alla commercializzazione del marchio sul mercato è immediatamente riconosciuto dall’Agenzia delle Entrate come tentativo di elusione fiscale.

Tutto questo senza tralasciare il fatto che è comunque da irresponsabili operare sul mercato senza la protezione offerta dalla registrazione per cui, se lo stai facendo, devi assolutamente tutelare il tuo Brand a prescindere dai benefici fiscali.

Concedere in licenza il tuo marchio registrato è il modo migliore per risparmiare sulle tasse in modo sicuro e legale

Rispettare il Principio di Inerenza se si Portano in Deduzione le Spese

Altro aspetto di fondamentale importanza per poter beneficiare della tassazione agevolata di cui ti abbiamo parlato è la corretta imputazione delle spese di creazione e registrazione che devono essere imputate a chi è Titolare del segno e a nessun altro.

Molti imprenditori, mal consigliati o non seguiti da professionisti, per ridurre ulteriormente il proprio carico fiscale, imputano i costi sostenuti per la creazione del marchio alle proprie società così da poterne portare in detrazione l’ammontare.

Allo stesso modo e per le stesse ragioni imputano i costi legati alla registrazione del marchio alla società che detiene il marchio e non a loro stessi che sono ufficialmente titolari del segno.

Altro errore comune si verifica quando la persona fisica che detiene il marchio non investe in prima persona i costi di sponsorizzazione del marchio sul mercato, imputandoli invece alla società a cui concede lo sfruttamento del marchio.

Ovviamente la discrepanza tra l’imputazione dei costi e la titolarità del logo è assolutamente da evitare perché si tratta di un chiaro segnale per far scattare subito un accertamento fiscale.

Infatti l’Agenzia delle Entrate pone particolare attenzione a questo aspetto che è un evidente segnale del fatto che la concessione in licenza del Marchio è stata fatta esclusivamente per commettere elusione fiscale. 

Essere in Grado di Dimostrare il Valore Economico: il Principio di Congruità

Altro errore da evitare assolutamente è quello di non essere in grado di giustificare perché pagare canoni all’imprenditore per un marchio in licenza ha effettivamente comportato un beneficio per la società.

In sostanza chi paga delle Royalties deve dimostrare oltre ogni ragionevole dubbio che vi sono ragioni commerciali concrete dietro la decisione di pagare un canone per poter disporre di quel marchio, ragioni che siano diverse dal mero beneficio fiscale.

Tale dimostrazione può essere fornita in svariati modi tra cui, a mero titolo esemplificativo, elenchiamo:

  • Dimostrare un aumento del fatturato raggiunto dal marchio stesso da quando è stato acquisito in licenza d’uso;
  • Aver avuto accesso ad un mercato nuovo attraverso il Marchio preso in licenza;
  • Aver chiuso nuovi accordi commerciali proprio grazie al segno distintivo preso in licenza.

l’ultimo degli errori tipici in cui incorrono gli imprenditori mal consigliati o non seguiti da professionisti è quello di non essere in grado di giustificare l’ammontare delle cifre pagate e/o percepite a titolo di Royalty, che risultano di fatto ingiustificabili in caso di accertamento dell’Agenzia delle Entrate.

Si perché non basta imputare a Royalty qualunque cifra percepita a in cambio dell’utilizzo del segno distintivo per ridurre le tasse, giacché è fondamentale che tale importo sia concretamente e solidamente giustificato nel suo ammontare.

In pratica bisogna essere in grado di dimostrare in modo incontrovertibile che quanto pagato come Royalty è giusto e proporzionato rispetto al valore concreto del Marchio che si è preso in uso e non si tratta, quindi, di una cifra computata al solo scopo di risparmiare sulle tasse.

Come fornire prova concreta della congruità delle cifre pagate come Royalty? Una possibile risposta è possedere una perizia effettuata da un tecnico abilitato, che certifichi il valore del Marchio preso in licenza e, quindi, di quanto pagato rispetto a titolo di Royalties per l’uso di tale logo.

Solo con il marchio registrato puoi beneficiare del regime fiscale agevolato

Domande Frequenti in Merito al Risparmiare sulle Tasse con le Royalties

In questa sezione daremo risposta alle domande più frequenti che ci vengono poste in materia di royalties sul marchio e ottimizzazione fiscale.

Se Possiedo Già un Marchio Esistente, Posso Sfruttarlo per Risparmiare le Tasse sulle Royalties?

Si, è tecnicamente possibile ma ti sconsigliamo assolutamente di farlo.

Se possiedi un marchio esistente ed è già presente sul mercato, ti sconsigliamo anche solo di pensare di registrare il marchio al solo scopo di sfruttarne oggi il regime delle tasse su royalties.

Dal momento che fino ad ora la tua società ha utilizzato il segno distintivo senza dover pagare alcunché, sarà evidente per l’Agenzia delle Entrate che la registrazione del marchio aziendale è stata fatta solo allo scopo di eludere il fisco.

Sostanzialmente nonostante un marchio può essere un formidabile strumento di pianificazione fiscale, registrarlo palesemente solo per il trattamento fiscale royalties marchio è un comportamento elusivo sanzionato dalla legge.

Royalties: Cosa Sono?

Sono il prezzo che qualcuno paga per  un affitto marchio aziendale alla persona che ne è titolare.

In pratica chi utilizza e detiene il marchio deve provvedere periodicamente a pagare una somma di denaro, che prende il nome di royalty, a chi ne è titolare in cambio del potere di beneficiare dell’uso di quel segno distintivo.

A quanto Ammonta la Ritenuta su Royalties su Marchio?

La ritenuta su royalties marchio persona fisica segue il normale regime delle ritenute d’acconto, sia per quanto attiene alla effettiva debenza sia per quanto riguarda l’importo della stessa.

Percentuale Royalties Marchio: Se Ne Può Fissare l’Ammontare in Base al Fatturato?

Si, è possibile fissare l’importo del canone di affitto del marchio in proporzione rispetto ai fatturati annui dell’azienda.

Chiaramente sarà sempre necessario essere in grado di produrre documentazione che dimostri come tali fatturati siano stati generati anche in funzione dell’utilizzo del marchio preso in concessione.

Cosa Serve per Risparmiare Tasse con Marchio e Royalty?

La prima cosa da fare è assicurarsi di correttamente individuare la titolarità del marchio, il che significa registrare il marchio a titolo personale.

Questo perché da un lato il marchio creato da una società non può essere utilizzato dalla medesima come strumento di ottimizzazione e, dall’atro, se ad utilizzarlo è una seconda società avresti sempre il problema di distribuire quegli utili.

Al momento della creazione del marchio, quindi, è necessario che esso venga registrato da una persona fisica, che ne diviene titolare, e solo successivamente concesso in licenza d’uso ad una società in cambio di una royalty.

Questo perché il regime di tassazione royalties su marchio persona fisica è nettamente più vantaggioso alle spese che deve affrontare una società di capitali; IVA, IRES, IRAP e via discorrendo.

Concludendo: il Marchio Registrato ed i Benefici Fiscali in Italia

Adesso sai come e quanto puoi trarre beneficio dalla “Tassazione Royalties Marchio”, ma sei anche consapevole che il tutto va gestito con molta attenzione all’interno di una accurata pianificazione fiscale ed aziendale perché non è tutto oro ciò che luccica!

Prima di arrischiare una operazione di questo genere in modalità “fai da te” è importante che tu prenda in considerazione tutti i potenziali rischi cui vai incontro, sia in termini di accertamenti fiscali e relative sanzioni, che di giudizi di opposizione o cause per nullità della Registrazione.

Ecco perché prima di ritrovarti in un autentico mare di guai, senza alcuna speranza di uscirne, devi sempre rivolgerti a dei professionisti, possibilmente esperti non solo della complessa materia dei Marchi ma anche dell’altrettanto complessa normativa fiscale!

Dopo aver scoperto tutti gli incredibili benefici di cui tu e la tua impresa potete godere grazie ad un brevetto o un marchio aziendale, probabilmente intendi procedere alla registrazione del marchio Per cui cosa stai aspettando?

Vuoi capire se sei nelle condizioni di poter risparmiare sulle tasse grazie la tuo marchio?

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