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Marchio olfattivo: la guida definitiva e aggiornata

Marchio Olfattivo: Guida per Registrare il Marchio di Odore

Vuoi scoprire tutto sul Marchio Olfattivo e registrare un logo olfattivo ma non sai come fare? Vuoi utilizzare il marketing sensoriale per far decollare il tuo giro d’affari?

Non andare oltre: in questa guida definitiva ed aggiornata sul marchio di odore troverai tutte le informazioni necessarie al tuo scopo e molte, molte di più!

Data la specificità dell’argomento in esame, questa guida presuppone che tu conosca alcune informazioni basilari in materia di marchi.

Qualora così non fosse, non temere: nel primo paragrafo ti forniremo tutti gli strumenti necessari per comprendere e padroneggiare questa guida!

Indice della Guida:

Il marchio olfattivo

Informazioni Basilari Necessarie alla Comprensione della Guida

Mantenendo quanto promesso nell’introduzione siamo qui a fornirti i modi per acquisire tutte le informazioni basilari che ti serviranno per padroneggiare quanto segue.

Sappi che, se lo rietini opportuno, puoi saltare a piè pari questa sezione e iniziare la lettura della guida e che non è strettamente necessario approfondire immediatamente questi argomenti!

Infatti, se nel prosieguo dello studio dovessi avvertire che uno dei concetti spiegati presuppone una nozione che ti manda, potrai tornare qui a raccogliere le nozioni necessarie.

Le informazioni basilari necessarie alla corretta e piena comprensione della guida sono:

  1. Il Concetto di Marchio e quello di “Segni Distintivi” dell’impresa;
  2. Quali sono i Marchi convenzionali e quali sono i Marchi non convenzionali;
  3. Come si ottiene la Registrazione di un Marchio e quali poteri e doveri comporta;
  4. Quali sono gli strumenti che proteggono la proprietà intellettuale di un’idea.

Adesso che padroneggi queste informazioni preliminari possiamo entrare nel mondo del Marchio Olfattivo e del Marketing Sensoriale!

Definizione di marchio olfattivo

Definizione di Marchio Olfattivo

Si definisce marchio olfattivo un tipo di marchio non convenzionale che utilizza una fragranza per distinguere i prodotti o i servizi di un’azienda da quelli dei concorrenti.

Affinché un odore possa essere registrato è necessario che l’ufficio marchi ne constati l’effettiva capacità distintiva e, cioè, che sia una fragranza unica e distinguibile in modo chiaro dal pubblico.

Perché questa tipologia di segno distintivo non è particolarmente diffusa e, la loro esistenza, non è informazione conosciuta al grande pubblico? Perché a lungo non sono stati considerati registrabili.

Il principale ostacolo alla registrazione di questo tipo di segni distintivi è stata la loro impossibilità di venire rappresentati graficamente.

Diversamente da quelli convenzionali, infatti, i marchi non convenzionali presentano sfide insidiose quando si trattava di soddisfare i requisiti di rappresentazione grafica.

Tuttavia, in alcuni sistemi giuridici, come negli Stati Uniti e in parte in Europa, è possibile superare queste barriere mediante una precisa descrizione verbale, il deposito di un campione olfattivo, o persino attraverso una formula chimica.

Cenni storici sul marchio olfattivo

Cenni Storici: Il Primo Marchio Olfattivo Risale al 1990

La storia dei marchi olfattivi è relativamente recente, con il primo marchio olfattivo che risale al 1990.

La materia dei marchi assume rilevanza nei settori del commercio e del consumo, perciò non ti stupirà che il primo marchio olfattivo al mondo è stato registrato nel paese consumista per eccellenza: gli U.S.A.

Solo in una economia di mercato così affollata e competitiva si poteva avvertire già negli anni ’90 esigenza di utilizzare gli odori per contraddistinguere i brand ed i loro prodotti.

Proprio negli USA il 19/09/1990 veniva registrata come marchio d’odore, da un’azienda produttrice di fili per cucire, la fragranza “fresca, floreale che ricorda i fiori di mimosa”.

Questo primo caso ha aperto le porte a questa tipologia di registrazione, che però presentava sfide legali e procedurali che per anni hanno bloccato l’ufficio marchi dell’unione europea e l’ufficio marchi britannico.

Tra tutte le sfide il requisito della rappresentazione grafica si è rivelato un ostacolo a lungo insormontabile per la diffusione dei segni distintivi non convenzionali in Europa.

Le Sfide Legali in Europa e L’Impossibilità di Registrare Marchi Non Convenzionali

Come abbiamo visto negli Stati Uniti i segni distintivi non convenzionali hanno iniziato a ricevere tutela legale fin dagli anni ’90 del secolo scorso, mentre l’Europa restava ferma al palo.

Questa situazione nasceva da una differenza sostanziale tra i due ordinamenti giuridici ed era collegata ad una criticità intrinseca del sistema europeo, rimasta insuperabile fino ad epoca recente.

Nel nostro sistema, affinché un segno possa ricevere tutela è necessario che esso sia iscritto nel registro dei marchi: senza la materiale iscrizione non esiste alcuna registrazione.

Ebbene per costante interpretazione legale la “materiale iscrizione” si traduceva in “rappresentabilità grafica” cioè il segno distintivo doveva essere graficamente rappresentabile nel registro.

Se ti sembra una condizione di poco conto, prova a pensarla così:

Come rappresenteresti graficamente un odore, un marchio sonoro, un marchio olografico o il marchio di forma del prodotto? (per citare alcuni dei marchi atipici).

Ecco cosa rendeva impossibile registrare un segno distintivo atipico negli ordinamenti giuridici europei: l’impossibilità di rappresentare graficamente i marchi non convenzionali.

Molte sono state le soluzioni tentate per cercare di ovviare al problema di rappresentare graficamente un odore, tra queste spiccano i casi in cui si è tentato di depositare:

  • La formula chimica della fragranza;
  • Un campione di un odore raccolto in apposite provette;
  • La descrizione grafica della fragranza e di tutte le possibili sfumature in essa avvertibili.

Ma nessuno di questi tentativi ha mai superato il vaglio della Corte di Giustizia Europea che, puntualmente, giungeva a negare la registrazione a chi ne aveva presentato richiesta.

Ecco perché la disciplina dei marchi atipici in Europa ha incontrato difficoltà, rimanendo molto indietro rispetto alle previsioni del codice della proprietà industriale in tema di tutela del diritto d’autore.

Tieni presente che questa situazione si protraeva nonostante tutte le nazioni europee fossero assolutamente favorevoli alla registrazione dei marchi atipici.

Questa resistenza è spesso dovuta ai limiti imposti dai sistemi giuridici nazionali e alla complessità di garantire la tutela del diritto.

Il caso sieckmann

Marchi Olfattivi nella Giurisprudenza: Caso Sieckmann e Rappresentazione Grafica

In tutti gli Stati moderni, quando si presenta un problema, nel lungo tempo necessario ai legislatori per formulare una soluzione definitiva, sono i giudici con le loro sentenze ad intervenire per tamponare.

Tale sistema consente allo Stato di riuscire gestire immediatamente eventuali emergenze, mentre viene studiata una soluzione definitiva o, comunque, una gestione ordinaria del problema.

Ovviamente questa struttura trova spazio anche nelle organizzazioni sovranazionali, come appunto è L’Unione Europe, in senso alla quale è la Corte di Giustizia a gestire l’emergenze.

Preso atto dell’esigenza dei cittadini europei di dover iniziare a registrare anche segni distintivi atipici, la Corte ha iniziato a fornire soluzioni al problema dell’impossibilità di farlo.

Gli strumenti attraverso cui la Corte opera sono, ovviamente, le sentenze e, tra queste la più famosa in materia di marchi atipici è sicuramente la c.d. sentenza Sieckmann.

Riassumendo brevemente il caso:

Il sig. Sieckmann aveva chiesto all’EUIPO di registrare un marchio d’odore depositando, come rappresentazione grafica, la formula chimica del suo odore con in aggiunta una descrizione verbale dello stesso.

L’Ufficio Europeo per la Proprietà Intellettuale rigettava la domanda di registrazione del cittadino europeo perché manchevole del requisito della rappresentazione grafica.

Veniva invocata la Corte che, pur negando la registrazione, espresse con chiarezza e precisione i 7 parametri del segno olfattivo, grazie ai quali ovviare al problema della rappresentabilità grafica.

In tale sentenza la Corte stabilì che al Marchio atipico venisse concessa la registrazione nonostante non potesse essere rappresentato graficamente purché rispondesse a questi criteri:

  1. Completezza
  2. Durevolezza
  3. Chiarezza
  4. Facile accessibilità
  5. Precisione
  6. Oggettività
  7. Intelligibilità

I 7 criteri per la registrazione di un marchio olfattivo

Pertanto era possibile sopperire all’impossibilità di grafica rappresentazione del marchio a patto che esso rispondesse a “i 7 criteri di Sieckmann”, che aiutarono gli europei a registrare i loro Marchi non convenzionali.

Tale situazione è stata poi superata dal legislatore che con il Regolamento sul Marchio UE n. 2424 del 2015 entrato in vigore il 23 marzo 2016, ha abolito il criterio della rappresentazione grafica dei marchi.

L’attuale formulazione della norma prevede che i tratti di un segno olfattivo necessari alla sua registrazione sono solo 2:

  1. Carattere Distintivo;
  2. Rappresentabilità nel Registro dei Marchi.

In base all’attuale formulazione, quindi, è possibile rappresentare nel registro un odore o attraverso la combinazione di descrizioni verbali e campioni o in qualunque altro modo idoneo!

Subito dopo la riforma è avvenuta la registrazione di due marchi olfattivi: è stata consentita perché i criteri della rappresentazione del segno olfattivo sono stati soddisfatti attraverso una formula chimica.

L’Italia si è ovviamente uniformata a questa novità europea con il Decreto Legislativo del 20.02.2019 n. 15, entrato in vigore il 23.03.2019.

Per tanto oggi è possibile registrare un marchio d’odore sia a qualunque livello territoriale, a patto, ovviamente, di conoscere la corretta procedura per farlo.

Come per ogni altra tipologia di deposito, anche quello dei segni tipici comporta il diritto all’uso esclusivo del segno e impedisce a tutti l’utilizzo non autorizzato di tale segno.

Potere della fragranza per il tuo business

Il Potere della Fragranza al Servizio del Tuo Business

In un mondo in cui l’impatto visivo spesso domina, il potere della fragranza è sottovalutato.

Quello di odore può diventare un potente marchio d’impresa, in grado di evocare risposte emotive profonde nei consumatori.

Quando si tratta di stimoli non visivi, in particolare di quelli olfattivi, il cervello umano è particolarmente vulnerabile e ricettivo, il che consente agli esperti di “costituire” marchi odorosi potentissimi.

Attraverso il marchio d’odore è possibile veicolare messaggi inconsci nella clientela, stimolandone emozioni e memoria, sfruttabili per creare una solida Brand Identity o nel marketing sensoriale.

Scopri il potere del marketing olfattivo

Le Caratteristiche Cognitive dell’Olfatto e Come Influenza le Emozioni

L’olfatto è un senso potente che può avere un impatto profondo sulle nostre emozioni e ricordi.

Questo è il motivo per cui un logo olfattivo può avere un tale impatto: chiunque, sulla base dei propri ricordi e associazioni mentali, può essere influenzato da un odore in modo molto personale.

Per esempio, il profumo del pane appena sfornato potrebbe evocare un senso di comfort e casa, mentre un odore più aspro potrebbe essere associato a esperienze meno piacevoli.

Grazie a criteri meno restrittivi, le aziende europee hanno ora l’opportunità di sfruttare questo legame emotivo attraverso la registrazione di marchi d’odore.

A livello tecnico è corretto dire che: oggetto di registrazione come marchio olfattivo è la fragranza del brand, ma in realtà a venire depositata è la percezione dell’idea del brand che il pubblico ha.

Qualunque esperto di marketing al mondo ti confermerà che nulla come un odore veicola messaggi subliminali come l’identità, i valori e la “missione” di un Brand.

Ecco quindi lo scopo ultimo e preciso di un segno olfattivo: impiantare e radicare nella mente del pubblico un’idea ben precisa e coerente del Brand che ne è titolare!

Come il marchio olfattivo influisce sul cervello umano

Ruolo della Fragranza nel Marketing Olfattivo: Esempi di Utilizzo nella Creazione della Brand Identity

Se tutto quello che ti abbiamo detto nel paragrafo precedente non ti convince ancora del tutto, lascia che spieghiamo come e perché le cose stanno esattamente come abbiamo scritto.

Il ruolo della fragranza nel marketing sensoriale e nella brand identity è fondamentale, soprattutto nell’era della “customer experience.

Quando diciamo che ricopre un ruolo “fondamentale” intendiamo proprio dire che essa è un vero e proprio pilastro di entrambe le discipline e ora ti spieghiamo perché.

Nell’ambito della “classificazione internazionale di odori”, le aziende possono scegliere fragranze che si allineano con l’identità del brand e i valori aziendali che intendono comunicare al pubblico.

L'olfatto è la chiave dei ricordi

Marketing Sensoriale

Il primo e principale obiettivo del marketing è da sempre quello di far conoscere e riconoscere un’azienda ed i prodotti e servizi che questa commercializza, distinguendola dalla concorrenza.

In questo solco s’inserisce il marketing sensoriale che punta a rendere assolutamente memorabile il Brand attraverso l’olfatto che è legato alla memoria e all’emozione.

Per questa ragione è sempre un buona idea diffondere per il proprio negozio un profumo studiato e ricercato che possa lasciare una perdurante traccia nei ricordi dei consumatori.

Se gli avventori del tuo negozio ricorderanno quella “piacevolissima leggera traccia di cannella” presente in sala, molto probabilmente ricorderanno bene anche i prodotti esposti in quella sala.

Quanto sopra non è una nostra intuizione ma si tratta di risultanze scientifiche acclarate: è così che funziona il cervello umano.

Le neuroscienze hanno dimostrato che i ricordi sono più vividi se sono legati ad una emozione che è più facilmente scatenata da stimoli olfatti che non da altri!

Facci caso, nonostante il passare del tempo ricordi esattamente il profumo di una persona che è stata importante, oppure quello di un luogo legato alla tua infanzia.

Grazie al potere del marketing olfattivo, i brand possono creare una esperienza unica, stabilendo una connessione emotiva che va oltre la semplice transazione commerciale.

Brand Identity

Scopo della Brand Identity è quello di creare nella mente del pubblico un’idea coerente del brand, della sua storia, della sua mission, dei valori che esso rappresenta.

Lo studio delle abitudini di consumo del pubblico ha mostrato, da decenni, che a venire venduti non sono i prodotti in sé, bensì l’idea di Brand che vi è dietro quei prodotti.

Questa idea del brand o Brand Identity deve essere al contempo più multiforme e diversificata possibile ma anche assolutamente coerente in ogni aspetto, per funzionare.

Vuoi un esempio? Secondo te perché i “Marlboro Men” sono sempre stati raffigurati come dei cowboys in jeans e non come dei ballerini di danza classica? Forse i danzatori non fumano?

Brand identity coerente

Semplicemente perché nell’immaginario collettivo è più facile abbinare alle piantagioni della Virginia un cowboy che non un danzatore, fermo restando che magari il tabacco nelle sigarette viene dal sud America.

Insomma quando si tratta di messaggi subliminali, Marlboro e altri grandi Brand, sanno come utilizzare il logo olfattivo, cerimonie inaugurali, mascotte ed ogni altro strumento a loro disposizione.

Entrando nel dettaglio possiamo dirti che, negli USA, è stato registrato l’odore di piña colada da un’azienda di strumenti musicali per contraddistinguere i suoi prodotti.

Perché un produttore di strumenti musicali dovrebbe registrare come proprio marchio d’odore un cocktail? Ovviamente per rafforzare la sua Brand Identity!

L’azienda in parola produce Ukulele, un piccolo strumento a corde simile alla chitarra originario dell’arcipelago delle Hawaii, luogo noto per il surf, la piña colada e l’ukulele!

Ti è chiaro quello che questi liutai hanno fatto? Abbinando l’essenza del tipico cocktail tropicale ai loro strumenti hanno rafforzato l’idea che si tratti di un brand “autenticamente Hawaii”.

Brand identity percepita come autentica

Creata una identità di Brand così coerente, l’azienda potrebbe benissimo produrre i suoi strumenti in Alaska e al pubblico non importerebbe: continuerebbe a percepirlo come un brand “autentico”.

Registrazione Marchio Olfattivo: La Procedura Completa

Registrare un marchio olfattivo è un processo complesso che coinvolge vari passaggi e requisiti specifici.

Come abbiamo detto, a differenza dei marchi tradizionali che hanno goduto di una diffusione stabile e durevole in Europa, quelli non convenzionali hanno avuto una gestazione complessa.

Ad oggi, però, anch’essi godono delle tutele derivanti dal riconoscimento del diritto di autore e possono essere registrati, venire concessi in uso gratuito o sfruttati per beneficiare della tassazione sulle royalties.

Addirittura, in alcuni casi particolari, possono venire trascritti all’interno dell’Amazon Brand Registry e venire sfruttati sulla più grande piattaforma di e-commerce del mondo.

La procedura di registrazione dei segni atipici segue i medesimi crismi di quella dei segni ordinari ma è importante prestare la massima attenzione ad alcune insidie nascoste.

Dal momento che si richiede la registrazione marchio di un particolare odore, è molto probabile incorrere in una opposizione alla registrazione e perderla, sprecando tempo e danaro!

Non lasciare che questa notizia di scoraggi: seguendo le indicazioni di noi professionisti del settore, otterrai velocemente ed in totale sicurezza il tuo marchio olfattivo.

Sfruttare il potere del marchio olfattivo per aumentar ele vendite

Ricerca di Anteriorità e Valutazioni Preliminari

Prima di inoltrare la domanda di registrazione come marchio, è fondamentale eseguire una ricerca di anteriorità.

Questo passo è cruciale per determinare se l’odore che si intende registrare è già stato utilizzato o registrato da altri.

Le banche dati sui marchi di impresa, compresi in particolare quelli olfattivi, possono fornire informazioni preziosissime in questo contesto.

Le valutazioni preliminari possono anche includere una verifica della fattibilità circa la possibilità di ottenere la registrazione del segno olfattivo, assicurandosi che sia conforme ai requisiti legali.

Se non sai come effettuare le verifiche di disponibilità, o non conosci i requisiti necessari per ottenere la registrazione allora non perdere altro tempo: compila il form che trovi a fondo pagina!

Predisposizione e Deposito della domanda

Una volta completata la fase di ricerca e valutazione, il passo successivo è la predisposizione della domanda di registrazione.

Questa deve includere una rappresentazione del segno, che può essere soddisfatta attraverso una formula chimica, un codice preciso, o un campione di un odore che però raramente è ritenuto sufficiente.

La domanda deve anche specificare quali classi di Nizza per cui si desidera ottenere la protezione della registrazione.

Attenzione: non è consentito in alcun caso aggiungere prodotti o servizi ad una domanda già depositata, per cui presta la massima prudenza!

In alcuni casi, è possibile che debbano essere soddisfatti criteri meno restrittivi, rispetto a quelli richiesti al marchio comunitario, magari in sistemi giuridici nazionali con regole diverse.

Ad ogni modo non è questo il caso della registrazione italiana che richiede i medesimi criteri richiesti dall’UE, se non più stringenti, come nel caso del Marchio Storico di rilevanza nazionale.

Una volta predisposta, la domanda viene trasmessa all’ufficio marchi competente che valuterà se tutti i requisiti sono soddisfatti e, in caso di risposta affermativa, pubblicherà la domanda sul bollettino ufficiale.

Se intendi effettuare questa complessa procedura avvalendoti del supporto di una Camera di Commercio, sappi che non tutte sono attrezzate per le registrazioni di marchi atipici.

Il logo olfattivo scatena la memoria

Costi e Tempistiche dell’Ufficio Marchi e brevetti

Complessivamente, la procedura è lunga e può essere complessa, ma se eseguita correttamente, offre un modo unico e potente per contraddistinguere i prodotti o servizi di un’impresa.

I costi necessari alla registrazione hanno una duplice natura:

  1. Costi Necessari:
  2. Spese Opzionali.

Nessuna delle due tipologie di costo è computabile in misura fissa giacché gli importi variano sensibilmente a seconda delle necessità peculiari di chi intende effettuare la registrazione.

Ora analizzeremo in dettaglio le voci di costo della registrazione e ti spiegheremo perché lesinare su pochi euro oggi potrebbe essere il peggior investimento della tua vita.

Costi Necessari alla Registrazione ed al Mantenimento

Gli Uffici dei Marchi impongono tutti una tassa per la presentazione delle domande di registrazione.

L’ammontare di tale prelievo fiscale varia a seconda di due fattoti:

  1. Ambito territoriale della registrazione;
  2. Numero di Classi di Nizza rivendicate.

A prescindere da quale che sia l’ammontare complessivo da pagare, le tasse vanno pagare interamente ed in un’unica soluzione contestualmente al deposito della domanda.

Quanto pagato in tasse non in nessun caso restituito da nessun Ufficio dei Marchi, per cui è fondamentale agire anticipatamente abbattendo il rischio di subire opposizione alla registrazione.

In alcuni sistemi nazionali, e quello italiano è uno di essi, alle tasse (pagabili con modello F 24) vengono aggiunte ulteriori oneri erariali da versarsi con l’acquisto di marche da bollo.

Altri costi necessari sono quelli relativi al rinnovo decennale, necessario per mantenere attiva la registrazione.

Tutte le registrazioni di marchi durano 10 anni e, allo scadere di tale periodo di tempo, se non vengono rinnovate si estinguono definitivamente.

Per effettuare il rinnovo è necessario pagare l’importo (stavolta si in misura fissa) richiesto dalla legge nazionale per il rinnovo entro e non oltre i 6 mesi successivi alla naturale scadenza decennale.

Vendere grazie ai giusti marchi di odore

Spese Opzionali ed Opportune

Queste spese sono relative all’acquisto di prestazioni professionali offerti da avvocati esperti della tutela della proprietà intellettuale e della registrazione dei marchi che sovrintendano alla riuscita del deposito.

In particolare, se vuoi scongiurare il rischio di subire un’opposizione alla registrazione e perdere tutti i soldi spesi in tasse, è assolutamente necessario che tu svolga delle accurate ricerche di anteriorità.

Allo stesso modo, se non vuoi correre il rischio di vederti rigettare d’ufficio la tua domanda di registrazione, è necessario che degli esperti effettuino degli studi di fattibilità in merito alla tua domanda.

Se poi intendi depositare un segno distintivo atipico come l’olfattivo, a maggior ragione devi rivolgerti a dei professionisti perché compilare una domanda del genere è compito arduo!

Ricorda che “prevenire è sempre meglio che curare” e risparmiare pochi euro in questa delicatissima fase del deposito della domanda, potrebbe portarti ad affrontare dei veri disastri finanziari futuri!

Davvero vuoi mettere a repentaglio il futuro del tuo business per risparmiare qualche centinaio di euro che, tra l’altro, ti porteranno a una registrazione della durata decennale?!

Se la risposta a questa domanda è quella corretta, trovi il nostro form in calce a questo articolo: compilalo, non perdere altro tempo!

Tempistiche Necessarie per Registrare un Logo Olfattivo

Le tempistiche per la registrazione di un marchio olfattivo possono variare considerevolmente.

Dopo aver presentato la domanda, potrebbero essere necessari diversi mesi prima che l’ufficio completi l’esame preliminare e pubblichi la domanda per consentire opposizioni da parte di terzi.

Se non ci sono opposizioni, o se queste sono risolte in modo favorevole, la registrazione potrebbe essere completata in un periodo che varia generalmente da 4 a 12 mesi.

Tuttavia, eventuali complicazioni legali o opposizioni possono prolungare notevolmente questo periodo.

In sintesi, la registrazione di un marchio olfattivo è un processo che richiede una pianificazione finanziaria e temporale accurata, data la sua natura complessa e i potenziali ostacoli legali che possono emergere.

Anche per queste ragioni devi sempre scegliere di affidarti a professionisti del settore in grado di portarti per mano fino all’ottenimento del tuo certificato di titolarità di marchio registrato.

Implicazioni Etiche

Le implicazioni etiche estendono la discussione oltre i confini legali e tecnici della registrazione, portando alla luce la necessità di un approccio più olistico che tenga conto del contesto culturale e sociale.

Le aziende interessate alla registrazione dei marchi olfattivi dovrebbero essere consapevoli di questi fattori quando cercano di registrare un marchio olfattivo non creato direttamente da loro.

Allo stesso modo potrebbe essere prudente consultare esperti in etica culturale o rappresentanti della comunità da cui l’odore proviene qualora si intenda registrare un odore “locale”.

Considerazioni come l’appropriazione culturale di odori specifici

Nell’era moderna, dove tutto può essere commercializzato e brandizzato, la registrazione di un marchio olfattivo apre un nuovo insieme di questioni etiche, come l’appropriazione culturale di odori specifici.

Odori che possono avere un significato sacro o di rilevanza culturale in particolari comunità, potrebbero essere registrati come marchi d’impresa da entità esterne a quella cultura.

Questa possibilità solleva notevoli preoccupazioni riguardo al rispetto e alla preservazione dell’identità culturale di alcuni popoli.

Se un’azienda decidesse di registrare un odore storicamente utilizzato in cerimonie religiose o culturali, potrebbe essere accusata di appropriazione e di ridurre un elemento importante per una cultura a strumento di marketing.

Chiaramente questo genere di accuse sono esattamente il genere di attenzione che nessuna azienda al mondo vorrebbe avere su di sé in questo periodo storico in cui l’attenzione a certi tempi è predominante.

Tutto ciò non solo può ledere i sentimenti all’interno della comunità da cui l’odore proviene, ma limita la capacità di chiunque all’interno di detta comunità di utilizzare l’odore in modi seguiti da generazioni.

In conclusione, è essenziale affrontare e riflettere sulle implicazioni etiche che tale registrazione può comportare, specialmente quando coinvolge elementi culturalmente o spiritualmente significativi.

Registrare il marchio olfattivo è la scelta giusta

Domande Frequenti

Oggi i Marchi Olfattivi Sono Registrabili?

Si, oggi è possibile registrare come marchio qualunque segno distintivo ivi compresi gli odori.

Grazie al superamento del limite imposto dalla necessità di rappresentazione grafica dei segni olfattivi, come abbiamo visto, è oggi possibile registrare questo tipo di marchio agevolmente.

Una Fragranza Originale o un Odore Particolare Possono Essere Registrati Come Marchio?

Si, qualunque fragranza originale o odore particolare possono essere registrati come marchio se soddisfano i requisiti richiesti dalla legge.

Tuttavia, se stai valutando l’idea di registrare tale marchio, ti invitiamo a svolgere preventivamente tutti gli accertamenti necessari anche in tema di appropriazione culturale.

Ancora una volta, quindi, ti esortiamo a rinunciare al “fai da te” e ad agire in modo saggio affidandoti a professionisti esperti di questo complesso settore, compilando il form qui sotto.

L’Odore di un Prodotto Può Renderlo Riconoscibile dal Consumatore?

Sì, assolutamente, l’odore di un prodotto può avere un forte impatto sul riconoscimento da parte del consumatore.

Il senso dell’olfatto è strettamente e direttamente collegato alla memoria ed alle emozioni, quindi un odore può servire come potente strumento di branding.

Concludendo

Complimenti: come promesso adesso sai tutto sul Marchio Olfattivo e su come registrare un Logo d’odore! Quindi cosa stai aspettando? 

Compila subito il Form che segue e contattaci senza impegno per iniziare a lavorare subito sulla protezione del tuo marchio olfattivo e sfruttarlo per far decollare il tuo giro d’affari oltre ogni immaginazione! 

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