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Scopri tutto sul marchio di colore

Marchio di Colore: Esempio di Cosa è Possibile Registrare

Sai che rivendicando una sfumatura cromatica, impedisci ai tuoi concorrenti in affari di utilizzarla in commercio? Per farlo devi registrare un marchio di colore, e noi siamo qui per aiutarti a farlo!

Molti ignorano che, da qualche anno a questa parte, è possibile depositare una domanda presso un ufficio marchi per rivendicare un colore come proprio segno distintivo.

Ricorda che lo scopo di rivendicare un segno come marchio, anche nel caso dei colori, è quello di identificare i prodotti ed i servizi di una determinata impresa da quelli di altre.

Per questo esistono delle condizioni e dei requisiti che devi conoscere e rispettare, poiché anche se in teoria tutti i colori sono rivendicabili, sono poche le registrazioni di questo genere ad essere concesse.

Del resto se si consentisse a chiunque di rivendicare i colori che preferisce come marchi per servizi o prodotti venduti, essendo i colori in numero limitato avremmo due potenziali problemi:

  1. Si esaurirebbero tutti in poche registrazioni, distruggendo così il libero mercato perché nessuno potrebbe più usare alcun colore;
  2. Dovremmo consentire che più soggetti rivendichino il medesimo colore, perdendo così il senso stesso della registrazione.

Se ora stai pensando che rivendicare una particolare sfumatura cromatica come tuo marchio è una faccenda complicata, complimenti, hai proprio ragione, ma non ti abbattere!

Questa guida nasce proprio con lo scopo di aiutarti a raccapezzarti in questa complessa faccenda e, se dopo averla letta sarai ancora in difficoltà, contattaci e lascia che ci occupiamo noi della tua registrazione.

Anche i colori puri sono registrabili in italia come marchi di colore

Definizione di marchio di colore e il suo ruolo nel branding

Partiamo definendo e restringendo il campo d’indagine di questa guida così da poter poi spiegare il ruolo che questo particolare segno distintivo riveste nel marketing e nel branding.

Con “marchio di colore” s’intende la registrazione di un colore o una combinazione di colori, rivendicato come segno distintivo di prodotti o servizi di una determinata impresa, così da distinguerli da quelli altrui.

La rivendicazione avviene, esattamente come per ogni altro tipo di marchio, attraverso quel procedimento burocratico/amministrativo che prende il nome di “registrazione“.

Questo tipo di marchio svolge un ruolo cruciale nel branding, perché il colore stesso evoca associazioni mentali immediate nel pubblico, rafforzando:

  1. L’identità del brand o “Brand Identity“;
  2. La fidelizzazione della clientela.

Per darti prova di quanto sia vero tutto questo, facciamo un piccolo esperimento: scommettiamo che se scriviamo la parole “bibita gasata” e “colore rosso“, indoviniamo che brand ti è venuto in mente?

Adesso che sai quanto può essere utile a libello di branding e marketing un marchio di colore, possiamo procedere con la nostra analisi e darti più informazioni su di esso.

Storia dei marchi di colore nel diritto della proprietà intellettuale

Storia dei Marchi di Colore: dalla Normativa Europea a quella Italiana

Originariamente e per quasi tutta la storia del diritto della proprietà intellettuale, i segni distintivi rivendicabili come marchio d’impresa erano solo di due tipi:

  1. Nomi registrabili come marchi denominativi;
  2. Loghi depositabili come marchi figurativi.

Vi era poi una forma ibrida detta “marchio complesso” che si sostanziava in una registrazione figurativa contenente elementi verbali.

Queste tipologie di segni distintivi prendono oggi il nome di “Marchi Convenzionali” per differenziarli dal nuovo gruppo di segni recentemente introdotti nel diritto europeo e di cui fa parte anche quello di colore.

Tali nuovi segni identificativi registrabili prendono appunto il nome di “Marchi non Convenzionali” e, da quando sono stati introdotti nella normativa comunitaria come marchi europei hanno velocemente riscosso successo.

Oggi in Europa è possibile registrare un marchio costituito unicamente dal colore o da combinazioni di colori, a condizione che il pubblico associ quel specifico colore ad una determinata impresa.

In Italia, la normativa si è adeguata a quella europea e richiede che la sfumatura cromatica sia rappresentata in modo chiaro e preciso nella presentazione della domanda di marchio all’UIBM.

La registrazione del marchio di colore offre diritti esclusivi sull’uso di quel colore nelle classi di Nizza rivendicate, garantendo così tutela legale contro l’uso non autorizzato da parte di terzi.

Requisiti essenziali che un colore deve avere per essere registrato come marchio: il carattere distintivo intrinseco ed estrinseco

Requisito Essenziale per il Deposito: il Carattere Distintivo

Come per ogni altro segno distintivo anche il colore di un marchio registrato deve essere dotato di carattere distintivo.

Con questo termine si indica la capacità del segno di identificare in modo chiaro ed univoco una azienda, distinguendo i servizi e i prodotti di un’impresa da quelli di altre concorrenti.

Questo significa che il colore scelto deve permettere ai consumatori di riconoscere immediatamente l’origine commerciale di ciò che stanno acquistando.

Fin qui tutto segue i medesimi criteri fissati per la registrazione di ogni altro tipo di segno distintivo, ma per il marchio di colore vale il contrario di quanto detto per tutti gli altri segni.

Infatti, normalmente, al momento del deposito della domanda il marchio selezionato deve già essere identificativo di un determinato prodotto o di chi vi è dietro di esso come produttore o venditore.

Per il segno di colore, come detto, vale l’inverso, proprio perché i colori sono in numero limitato e non si può semplicemente consentire a qualcuno di accaparrarsi l’uso esclusivo di uno di essi.

In pratica il colore deve essere utilizzato costantemente e per molto tempo prima della registrazione, cosicché quando giungerà il momento del deposito il colore avrà già sviluppato carattere distintivo.

Per cui al momento di presentare la domanda di deposito va dimostrato che per i consumatori quel colore è già associato al proprio brand.

Ecco quindi la grande differenza rispetto a tutte le altre tipologie di deposito: qui è l’utilizzo costante a conferire distintività al colore che, di per sé ne è naturalmente sprovvisto.

Valutare se un determinato colore o combinazione di colori soddisfi o meno questo requisito è compito dell’Ufficio Marchi territorialmente competente.

L’importanza di questo prerequisito è dimostrata dal fatto che la maggioranza delle domande di deposito di marchio di colore viene rigettata da parte dell’Ufficio.

Un esempio di marchio di colore registrato molto famoso è il blu di tiffany & co.

Criteri di Capacità Distintiva del Marchio

Il criterio preso in considerazione per valutare l’attitudine distintiva di un segno costituito da un colore o la combinazione di colori è:

  • Se il pubblico riconduce o meno il colore a chi ne ha chiesto la registrazione.

Di conseguenza, la possibilità di registrare come marchio un colore specifico, richiede la dimostrazione chiara che tale colore sia chiaramente ed incontrovertibilmente associato all’azienda che lo intende registrare.

Per godere della tutela del marchio da parte un’impresa deve dimostrare che esso la identifica e distingue sul mercato, solo così avrà diritto a proteggere il proprio marchio di impresa da usi non autorizzati.

Marchio di Colore: Giurisprudenza in Materia

La giurisprudenza relativa ai marchi di colore ha stabilito principi importanti riguardo il divieto di registrazione come marchio di una sfumatura cromatica al solo fine di limitare la libera disponibilità di tale colore.

Una pratica comune, nel mondo dei marchi, è quella di depositare un segno distintivo principalmente allo scopo di togliere a tutti i concorrenti in affari la possibilità di utilizzarlo.

Sostanzialmente anziché registrare una marchio per usarlo, lo si deposita al solo fine di impedire ai propri competitors utilizzarlo.

Questa cosa viene fatta principalmente dai grandi brand che rivendicano anche i loghi simili a quelli per cui son famosi, così da creare una “zona cuscinetto” attorno al proprio brand.

Se questa pratica è consentita e molto diffusa per le altre tipologie di marchio, essa viene vietata nel caso dei marchi di colore, proprio perché i colori sono in numero limitato.

Per questa ragione non è possibile effettuare la registrazione del rosso come marchio o del colore arancione al solo scopo di impedire a tutti di utilizzarli violando così la sacralità del libero mercato.

Per evitare tale stortura la Corte Europea ha stabilito che, per essere registrabile, una sfumatura cromatica deve possedere un carattere distintivo, sia intrinseco sia acquisito tramite l’uso.

In parole povere: il colore rivendicato deve essere chiaramente identificato nella sua esatta sfumatura, così da escludere confusione da quelle simili e, al contempo, deve essere stato utilizzato sul mercato a lungo.

Solo in questo modo è possibile assicurare contemporaneamente sia l’esatta identificazione del colore in sé, sia che esso permetta ai consumatori di identificare univocamente una determinata impresa.

L’Ufficio Marchi dell’Unione Europea esamina attentamente questi criteri, analizzando un campione di colore e valutando se quel dato colore rappresenta un problema per il mercato o meno.

Marchio di colore registrato a livello europeo: il lilla della milka

La registrazione di un marchio al solo scopo di sottrarre indebitamente la disponibilità di colori per gli altri.

Come abbiamo visto la Corte Europea ha elaborato criteri specifici per impedire a chiunque di limitare indebitamente la disponibilità di colori per gli altri concorrenti in affari.

I giudici sono stati chiamati a trovare un modo di far coesistere due interessi tra loro contrastanti: quello del del titolare del marchio di colore con l’interesse generale all’utilizzo di quella sfumatura cromatica.

Infatti, se da un lato chi registra ha diritto ad utilizzare in via esclusiva quel colore per distinguere i prodotti che vende, dall’altro esiste l’interesse generale alla libera disponibilità di quello specifico colore.

Per questa ragione i magistrati hanno stabilito che il colore scelto per svolgere la funzione di marchio deve essere distintivo, allo stesso tempo, sia a livello intrinseco che a livello estrinseco.

In base a tale preciso orientamento giurisprudenziale, quindi, per poter essere registrato un marchio di colore deve essere:

  1. Costituito da una sfumatura cromatica non confondibile con quella utilizzata da altri brand;
  2. Identificato dal pubblico come collegato al Brand che ne ha richiesto la registrazione.

Se il primo requisito non necessita di spiegazioni, lascia che ti chiariamo le idee sul secondo.

Per costituire un marchio di impresa di questo tipo devi fare in modo che il pubblico riconosca immediatamente il colore come collegato al tuo Brand.

Per ottenere questo risultato devi usare a lungo il colore sul mercato prima della registrazione, solo così potrai portare la tua clientela al punto di associare in automatico il colore con il Brand.

Nel paragrafo successivo di forniremo due esempi chiari di quanto stiamo dicendo.

Il "rosso ferrari" è un marchio di colore registrato

Casi di Studio ed esempi famosi: il Blu di Tiffany ed il Rosso Ferrari

Due dei più emblematici esempi di successo nella registrazione di un marchio di colore riguardano il Blu di Tiffany e il Rosso Ferrari.

Questi casi dimostrano come un singolo colore possa essere immediatamente identificato con un Brand, al punto da prenderne proprio il nome, offrendo un vantaggio competitivo significativo.

Il marchio di colore “Tiffany Blue“, è diventato nel tempo sinonimo di lusso, eleganza e esclusività, distinguendo il logo dell’impresa da quelli di altre nel settore dei gioielli.

In questo caso oggetto di registrazione come marchio è stata la specifica tonalità di blu utilizzata da Tiffany & Co. nel packaging ed in ogni materiale di marketing aziendale.

Altro esempio molto famoso è quello del “Rosso Ferrari“, colore utilizzato dall’azienda automobilistica di Maranello che è stato registrato nella sua specifica ed iconica tonalità.

In merito a questo marchio di colore, sentenza molto nota è stata emessa dal Tribunale di Milano che ha comandato il ritiro dal mercato di materiale contraffatto “nel colore”.

In pratica è accaduto che un’azienda aveva immesso dei prodotti legati al mondo della Formula 1 tutti di colore “Rosso Ferrari” senza però mai fare alcun riferimento concreto all’azienda di Maranello.

Il Tribunale ha deciso che anche solo il mero utilizzo di quello specifico colore costituiva una violazione della proprietà intellettuale ed ha ordinato il ritiro della merce contraffatta dal mercato.

La merce contraffatta è stata ritirata dagli scaffali di tutta Europa, perché la legislazione degli Stati membri in materia di marchi è comune ed armonizzata.

Gli effetti dei colori sulla psicologia ed il branding

Psicologia del Colore e suo Impatto sul Branding delle Aziende che Offrano Prodotti o Servizi.

La psicologia del colore gioca un ruolo cruciale nel branding, poiché i colori hanno la capacità di evocare reazioni emotive specifiche e influenzare la percezione del consumatore.

Il colore del prodotto, della sua confezione o anche solo del materiale di marketing, può immediatamente comunicare messaggi chiave riguardo al brand ed alla “mission” del Brand.

Aziende che offrano prodotti o servizi, sr opportunamente guidate, sfruttano queste conoscenze per differenziarsi e stabilire connessioni emotive con il loro target di mercato.

L’atto di registrare un marchio di colore, quindi, non è più solo una questione legale, ma diventa parte integrante della strategia di branding di un’impresa di successo.

Essere titolari di un marchio di un colore specifico permette alle aziende di capitalizzare su questi effetti psicologici, assicurando al contempo che il colore venga associato esclusivamente ai loro prodotti o servizi.

Il successo di marchi come Tiffany e Ferrari dimostra l’efficacia di questa strategia, sottolineando come il diritto comunitario dei marchi deve supportare le imprese nell’utilizzo e nella tutela di tali segni distintivi.

Il Ruolo delle Nuove Tecnologie nella Gestione e Protezione dei Marchi di Colore.

Le nuove tecnologie stanno rivoluzionando il modo in cui le imprese gestiscono e proteggono la loro proprietà intellettuale, ivi compresi i marchi di colore.

L’uso di software avanzati e sistemi di riconoscimento permette alle aziende di monitorare come un colore viene utilizzato online, garantendo che i diritti concessi dalla registrazione siano rispettati.

Questi strumenti tecnologici facilitano l’identificazione di possibili violazioni o usi non autorizzati di colori registrati, consentendo alle imprese titolari di agire tempestivamente per la tutela dei loro diritti.

L’aumento del numero di registrazioni come marchi per servizi erogati online, sui social networks e nel meta-verso, evidenzia l’importanza crescente della tecnologia nella gestione dei marchi di colore.

Sentenze in materia di marchi di colore e registrazione

Considerazioni Etiche sulla Registrazione di Colore e sulle Implicazioni che ha su Creatività ed Arte

La registrazione di colori come marchi solleva questioni etiche significative, soprattutto in relazione alla creatività e alla libertà di espressione.

Se da un lato è possibile registrare come marchio un colore specifico, garantendo una tutela contro l’uso improprio, dall’altro lato va considerato l’impatto che farlo ha sull’accesso ai colori da parte delle altre imprese ed artisti.

Per questo, quando l’ufficio marchi valuta le circostanze nelle quali il marchio di colore può essere registrato, tiene in debita considerazione anche le implicazioni per i creativi.

Molto importante è che la tutela offerta dalla registrazione di un colore specifico non soffochi la creatività né ostacoli l’accesso equo ai colori come risorse espressive fondamentali.

Non è stato facile riuscire a creare un sistema davvero bilanciato ma, grazie al duro lavoro di tutti i soggetti coinvolti, il sistema riesce a risolvere i problemi che, di volta in volta, sorgono.

La registrazione dei marchi di colore e la libertà di espressione artistica

Domande Frequenti

In questa sezione offriremo risposta alle domande che più di frequente ci vengono poste in materia di marchi di impresa, specialmente quando si tratta di marchi di colore.

Un Colore Specifico Può Essere Oggetto della Domanda di Registrazione?

Assolutamente si, da qualche anno a questa parte è stata introdotta la possibilità di registrare come marchio anche un singolo e specifico colore o un’insieme di colori.

Ad esempio la domanda di registrazione del colore rosso come marchio è stata ritenuta valida sia in Italia che in Europa per la marca di scarpe dello stilista Christian Louboutin.

Cosa si intende “Colore Intrinseco” in Registrazione Marchio e Diritto della Proprietà Intellettuale?

Il termine è usato impropriamente, la dicitura corretta è “carattere distintivo intrinseco del colore” e con essa ci si riferisce all’attitudine che una sfumatura cromatica ha di venire identificata.

In parole povere si tratta della capacità che un determinato colore ha di essere riconosciuto rispetto a tutte le sfumature che sono ad esso simili.

Si può Registrare un Colore Puro?

Si, è possibile registrare anche i colori puri ma è estremamente complesso riuscire a portare a termine una simile impresa.

Questo perché se è vero che il solo colore può rendere immediatamente identificabile un determinato Brand, è altrettanto vero che nessun altro in quel settore merceologico potrà più utilizzare quel colore.

Una simile limitazione può incidere molto negativamente sul libero mercato e, quindi, è estremamente improbabile che venga concesso a qualcuno di vantare diritti esclusivi su un colore puro.

Esistono Tonalità di Colore non Registrabili?

No, tutte le tonalità di colore sono registrabili a patto che soddisfino gli stringenti requisiti richiesti dalla legge in termini di capacità distintiva intrinseca ed estrinseca.

Quali sono i Marchi di Colore più Antichi e Famosi?

Trattandosi di una categoria introdotta nel diritto europeo solo di recente non ne esistono di “antichi” ma sicuramente tra i più famosi elenchiamo:

  1. Lilla della Milka
  2. Rosso Ferrari
  3. Blu Tiffany

Registra ora il tuo marchio di colore!

Considerazioni Finali

Ora sai davvero tutto ciò che c’è da sapere sul marchio di colore, cos’è, come funziona, quando e come puoi registrarne uno e quanto ti convenga farlo in termini di branding e marketing.

Sai però anche quanto sia complicato riuscire ad effettuare questo tipo di deposito, nonché quanto sia improbabile portare a compimento tale incarico senza l’aiuto di professionisti del settore!

Per cui cosa stai aspettando? Compila ora il form che trovi qui sotto e affidati alla nostra decennale esperienza sul campo la tua registrazione di marchio di colore!

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