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Guida completa e aggiornata ai marchi di qualità e protezione: scopri tutto sui marchi igp, stg e dop

Come Ottenere il Marchio IGP: Scopri Tutto su STG, DOP e IGP

Vuoi sapere come ottenere il Marchio IGP? Conosci la differenza con i marchi DOP, DOC, DOCG e STG? Vuoi capire quale è più corretto e vantaggioso apporre ai tuoi prodotti?

Sei nel posto giusto!

In questo articolo scioglieremo ogni tuo dubbio e troverai tutte le informazioni necessarie a compiere scelte consapevoli e profittevoli per il tuo business!

Ma non solo questo, molto di più: Ti aiuteremo ad orientarti nel mondo dei marchi registrati, come sfruttarli per far decollare la tua attività e risparmiare sulle tasse!

Indice della Guida:

Informazioni Preliminari

Prima di parlare del marchio IGP e di come ottenerne uno, però, sappi che, nel corso di questa guida, daremo per scontato che tu conosca alcune nozioni basilari del diritto dei marchi.

Qualora così non fosse, riteniamo opportuno fornirti queste necessarie informazioni preliminari, che ti aiuteranno a padroneggiare quanto spiegheremo in prosieguo.

Ovviamente puoi saltare questo paragrafo e entrare subito nel vivo di ciò che ti interessa.

Tieni a mente, inoltre, che se leggendo questa guida avessi una sensazione di confusione, puoi sempre tornare qui e approfondire quanto necessario.

Le 5 informazioni basilari da conoscere sono:

  1. Cos’è un “Marchio”, perché è differente dal Brevetto e come si proteggono le idee;
  2. Come si Deposita un Marchio, perché devi farlo, come ti aiuta a risparmiare le tasse e come farlo a livello Italiano e a livello Europeo;
  3. Perché i Marchi sono divisi in Convenzionali e Non convenzionali e quali differenze ci sono tra le due categorie;
  4. Come proteggere il tuo Marchio all’interno della Unione Europea o della Organizzazione Mondiale del Commercio;
  5. Cos’è il rischio di subire una opposizione alla registrazione e come puoi difenderti dalla opposizione o scongiurarla in anticipo con la ricerca di disponibilità.

Tutto questo sempre tenendo presente le normative dettate dall’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi per le registrazioni nazionali e l’European Union Intellectual Property Office per quelle UE.

Tieni presente, in ultimo, che anche i tuoi Marchi IGP, DOC o STG possono:

Guida completa per ottenere i marchi igp, dop, stg, doc, docg

Cosa sono i Marchi STG, DOP e IGP

L’arte culinaria italiana è rinomata in tutto il mondo per la sua ricchezza e varietà, ma soprattutto per la sua qualità.

Le ragioni dietro questa straordinaria qualità sono principalmente due:

  1. La creatività, l’estro e la manualità storicamente coltivate all’interno delle cucine di tutto il Paese;
  2. I prodotti tipici che nascono dall’incontro di materie prime eccellenti e tradizioni centenarie.

La combinazione di questi due fattori ha portato il nostro paese sul tetto del mondo in ambito culinario, generando un business multimiliardario di proporzioni planetarie.

I reali volumi d’affari che “l’autentica cucina italiana” genera ogni anno sono incalcolabili, tra: esportazioni, ristorazione ed indotto è pressoché impossibile avere una stima precisa.

Una cosa però è certa: gran parte del Prodotto Interno Lordo che il “Belpaese” genera ogni anno deriva dalla tradizione culinaria, direttamente o indirettamente.

Chiaramente la ricchezza generata da un settore produttivo con un tale volume d’affari si traduce anche in:

  • Posti di lavoro;
  • Rilevanza internazionale;
  • Gettito fiscale;
  • Ricchezza derivante dall’indotto.

Possiamo pacificamente affermare che quello agroalimentare è un settore produttivo si rilevanza strategica per l’intera nazione.

Per tutte queste ragioni l’Italia fa di tutto per proteggere e preservare questa filiera produttiva, esattamente come ogni Stato al mondo fa con i suoi business strategici.

Sfortunatamente il compito per l’Italia è ben più difficile di quanto lo è per gli altri Paesi, per via della natura stessa del settore agroalimentare.

Per molteplici ragioni, se paragonato agli asset strategici di altri Paesi, quello agroalimentare è per sua stessa natura più difficile da proteggere e difendere.

Prova a considerarlo, ad esempio rispetto ai settori:

  • Bellico e Farmaceutico che sono legati a nuove scoperte brevettate, frutto di ricerca e sviluppo che sia possibile tenere segreti;
  • Metallurgico e Tecnologico che dipendono da materie prime limitate come le Terre Rare che è possibile sottrarre agli altri Stati;
  • Finanziario e Terziario la cui crescita dipende dalla forza degli altri settori produttivi e, quindi, dalla economia nazionale.

Questo breve elenco esemplificativo basta a dimostrare quanto sostenuto: tra tutti i settori produttivi esistenti, l’agroalimentare è tra i meno difendibili e il più soggetto a contraffazione!

Tutto ciò ha spinto i governi italiani ad adottare politiche che, attraverso accordi comunitari ed internazionali, istituissero strumenti di difesa di questo delicato e prezioso settore.

Tali strumenti di difesa si dividono in due categorie:

  1. Meccanismi legali che difendono in automatico questo patrimonio enogastronomico;
  2. Organismi di protezione e lotta alla contraffazione.

In questo articolo ci occuperemo dei primi: i c.d. “Marchi di Tutela”.

I marchi dop, igp, stg

I Marchi di Tutela e i Marchi d’Origine: la Corretta Definizione di IGP, DOP, e STG

Ora che sai perché sono stati creati i “marchi di tutela” possiamo analizzare quelli attualmente in vigore, prestando la dovuta attenzione alla storia di questi istituti giuridici.

L’esigenza nasce inizialmente per la nicchia del settore ortofrutticolo dei prodotti vitivinicoli italiani, molto apprezzati all’estero e, quindi, molto imitati.

Con il Decreto Legge n. 930 del 1963 venne introdotta la disciplina dei “marchi di origine” cioè quella categoria di segni distintivi che raggruppavano i vini in 3 categorie:

  1. DOS = Denominazione di Origine Semplice
  2. DOC = Denominazione di Origine Controllata
  3. DOCG = Denominazione di Origine Controllata e Garantita

A queste tre denominazioni ne venne poi aggiunta nel 1992 una quarta:

  • IGT =  Indicazione Geografica Tipica.

Da quel momento, ai produttori di vino fu concesso di apporre uno di questi 3 segni sulle loro etichette solo se il vino aveva legami diretti, controllati e certificati con un determinato territorio.

Come probabilmente già sai, questo sistema venne poi nel tempo esteso ad altri prodotti enogastronomici.

Nonostante ancora oggi sia consentito apporre queste sigle sui propri prodotti, a patto di averne i requisiti e le certificazioni richieste, tale sistema è stato superato dalla normativa Comunitaria.

Il Regolamento Europeo 479 del 2008 ha introdotto un nuovo sistema di marchi di tutela che offre due grandi vantaggi:

  • E’ comune a tutti i paesi della UE: cosa che agevola fortemente esportazioni e commercio;
  • Semplifica di molto le procedure: cosa che riduce i contenziosi.

Tale sistema è stato poi rivisto e corretto dal Regolamento Europeo n. 1151 del 2012, finalizzato a riconoscere e proteggere le denominazioni territoriali, le tradizioni e gli usi leali e costanti.

Questa normativa comunitaria ha permesso ai consorzi di tutela e al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali di vigilare sulla corretta applicazione dei disciplinari di produzione.

Pertanto oggi, in tutta la UE, i marchi di garanzia anche detti marchi di qualità o d’origine esistenti sono questi 3:

  • IGPIndicazione Geografica Protetta;
  • DOPDenominazione di Origine Protetta;
  • STGSpecialità Tradizionale Garantita.

L’IGP è un marchio che viene attribuito a prodotti agricoli e alimentari le cui qualità o caratteristiche dipendono dal fatto che almeno una fase della sua lavorazione è avvenuta in un determinato territorio.

La DOP designa quei prodotti generati, trasformati e lavorati interamente in una determinata area geografica, in tutte le fasi: dalla coltivazione delle materie prime fino al prodotto finale.

Si definiscono STG i “prodotti tipici” realizzati attraverso una ricetta o un metodo di produzione tradizionale e storico (almeno 25 anni), ma non hanno un legame con il territorio.

Ora conosci l’esatta definizione di ognuno dei marchi europei di garanzia e origine nonché le concrete differenze esistenti tra essi.

Tutto sul marchio dop

L’importanza dei marchi di qualità nell’agroalimentare e nel settore vitivinicolo

Questi rappresentano uno strumento di tutela e valorizzazione dei prodotti agricoli e alimentari, garantendo l’origine delle materie prime e le tecniche di lavorazione.

Soprattutto nel settore vitivinicolo e agroalimentare, consentono di proteggere la denominazione e le caratteristiche del prodotto tipico, contrastando la contraffazione di nomi ed etichette.

Grazie a questo sistema, consumatori di tutto il mondo possono riconoscere ed apprezzare prodotti che soddisfano determinati standard di qualità certificata, come:

  • Parmigiano Reggiano DOP;
  • Aceto Balsamico di Modena IGP;
  • Prosciutto di Parma DOP;
  • Bresaola della Valtellina IGP;
  • Grana Padano DOP.

Tutti questi prodotti certificati hanno una profonda relazione storica con il territorio di origine, sono detti “prodotti a marchio DOP o IGP”, e come tali, vengono difesi dalle contraffazioni.

Prodotti tipici

Come Registrare Marchi DOP e IGP in Italia e in UE

Esistono due risposte a questa domanda ed entrambe sono corrette, a seconda di cosa intendi per “registrare”:

  1. La titolarità di un marchio di garanzia da concedere o meno in uso ai produttori;
  2. L’apposizione di marchio di garanzia su un proprio prodotto per poi venderlo.

A prescindere d quale sia la tua esigenza, ora ti forniremo gli strumenti per ottenere ciò che cerchi.

Il marchio igp, concesso dalla ue

Caso 1: Titolarità del Marchio

Se un consorzio o qualunque ente vuole preservare e promuovere la produzione di un determinato prodotto locale tipico e tradizionale, è necessario che ottenga un marchio di garanzia.

La procedura è simile a quella per registrare un marchio d’impresa sia che si tratti di una registrazione nazionale o di un deposito di marchio UE ma presenta delle importanti peculiarità.

Il primo passo è presentare una domanda di registrazione all’UIBM o all’EUIPO i quali pubblicano la domanda sui rispettivi bollettini ufficiali in attesa di eventuali opposizioni.

Questo periodo è cruciale, perché è necessario evitare che due marchi trattano il medesimo prodotto e può incidere sui tempi di registrazione del prodotto.

A differenza di una registrazione ordinaria, però, vanno allegati anche il disciplinare di produzione e il documento unico come indicato sul sito del ministero delle politiche agricole e forestali.

La domanda viene poi inoltrata al Ministero delle politiche agricole che la pubblica sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, attendendo 30 giorni per le opposizioni.

Se non vengono sollevate contestazioni, o una volta risolte, il Ministero inoltra la domanda alla Commissione dell’Unione Europea che la pubblica sulla gazzetta ufficiale UE.

Se la domanda supera anche questo esame, il prodotto ottiene il riconoscimento e viene iscritto nell’apposito albo comunitario, garantendo così la protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni a livello europeo.

Ogni eventuale modifica del disciplinare va comunicata per tempo all’Ufficio Marchi competente e presentata al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.

Questo processo, sebbene possa apparire complesso e lungo, è fondamentale per assicurare che i prodotti mantengano le loro autentiche caratteristiche e qualità, promuovendo l’eccellenza del made in Italy nel mondo.

Attenzione: l’ente titolare del marchio può concederne l’uso ai produttori ma non può assolutamente utilizzare in prima persona il marchio di cui è titolare.

Il settore agroalimentare è strategico per l'economia italiana

Caso 2: Possibilità di apporlo sui propri prodotti

In questo caso il procedimento è molto più semplice, da spiegare non da portare a compimento.

Sostanzialmente la procedura si compone di 6 passaggi:

  1. Contattare l’ente titolare del logo di garanzia relativo al prodotto tradizionale o tipico;
  2. Richiedere copia del regolamento di produzione cui sottostare;
  3. Assicurarsi di rispettare, nella propria azienda, tutti i requisiti indiati nel regolamento;
  4. Presentare richiesta di poter utilizzare il marchio;
  5. Superare i rigorosi controlli effettuati dall’ente;
  6. Mantenere gli standard qualitativi e produttivi richiesti dall’ente.

A patto di rispettare tutto quanto indicato sopra, avrai la possibilità di utilizzare il logo di garanzia, beneficiando di tutti i vantaggi che offre in termini di promozione e protezione.

Per cui no, non è necessario presentare una domanda al ministero delle politiche agricole, giacché quell’onere spetta solo all’ente che intende essere titolare del marchio.

Molti prodotti devono anche sottostare a controlli periodici spesso effettuati “a sorpresa” per rinnovare la certificazione.

Attenzione: alcuni enti richiedono ai produttori di entrare a far parte del consorzio stesso, versando anche delle quote associative per sostenere i costi di produzione, gestione e mantenimento del marchio.

Il marchio europeo di qualità stg

Tasse di registrazione e di rinnovo

La registrazione di un marchio di denominazione d’origine comporta il pagamento di tasse che sono di ammontare identico a quelle richieste per le altre richieste di registrazione.

La computazione dell’ammontare delle tasse varia a seconda di due fattori:

  1. Estensione territoriale della registrazione (marchio italiano o UE);
  2. Numero di Classi di Nizza da rivendicare.

Dal momento che l’importo da pagare varia a seconda delle tue esigenze, devi rivolgerti a dei professionisti del settore per poter computare in modo corretto tale importo.

Una volta registrato il marchio ha una durata di 10 anni al termine dei quali è rinnovabile, potenzialmente in eterno, pagando nuovamente gli importi necessari.

I requisiti per ottenere il marchio igp

Requisiti e Processo per Ottenere il Marchio IGP

Vediamo ora qual è l’iter per ottenere l’utilizzo di questo logo da parte di un prodotto agricolo o alimentare.

Ricorda sempre che i marchi di origine proteggono e garantiscono soprattutto i consumatori che hanno il diritto di conoscere con certezza ciò che riguarda i prodotti che portano in tavola.

Inquadrati in quest’ottica ti apparirà chiaro come e perché esistono delle regole molto stringenti riguardo ai requisiti richiesti per poter usare un logo di garanzia.

In questo capitolo vedremo qualche esempio concreto.

Requisiti specifici per ottenere il marchio IGP

Per ottenere il marchio IGP, un prodotto deve possedere determinate qualità attribuibili alla sua origine geografica all’altezza della reputazione che il logo garantisce.

Come abbiamo visto, per assicurare ai consumatori che il prodotto ha determinate qualità gli enti creano e aggiornano i loro disciplinari cui i produttori sono tenuti a sottostare.

Nei disciplinari di produzione vengono dettate precise indicazioni in merito a:

  • Metodologie di produzione;
  • Strumenti di produzione;
  • Provenienza delle materie prime;
  • Conservazione e lavorazione delle materie prime;
  • Quantità e qualità delle materie prime utilizzate;
  • Tempistiche e modalità di stagionatura, frollatura, essiccazione, affinatura e fermentazione;
  • Caratteristiche organolettiche del prodotto finito;
  • Modalità di conservazione e trasporto del prodotto fino al consumatore finale.

Tali documenti ufficiali descrivono in dettaglio le norme che i produttori devono seguire e, al contempo, indicano con precisione modi e tempi in cui i controlli verranno effettuati.

L’ente titolare effettua tutti i controlli che ritiene opportuni e può revocare l’uso del logo al produttore inadempiente, in caso riscontri irregolarità.

La tradizione e la cultura enogastronomiche italiane sono protette dal marchio igp

Criteri Specifici e Standard di Qualità dei Prodotti DOP e IGP

Per ottenere e mantenere il prestigioso marchio IGP, i produttori devono aderire a criteri e standard di qualità molto rigorosi.

Come abbiamo visto questi criteri sono specifici per ogni prodotto e sono dettagliatamente descritti quando si pubblica la proposta di disciplinare sulla Gazzetta Ufficiale.

Particolare attenzione viene riservata al rispetto della specificità del territorio e del clima, che devono essere rispettate per mantenere le caratteristiche uniche del prodotto.

Il mantenimento di questi standard di qualità è cruciale per preservare l’autenticità e l’integrità dei prodotti e i produttori sono sottoposti a controlli regolari.

Norme di etichettatura e packaging

L’etichettatura e il packaging dei prodotti DOP e IGP sono altrettanto cruciali e sono soggetti a normative specifiche per assicurare trasparenza e veridicità delle informazioni al consumatore.

Il marchio IGP basta a garantire al consumatore che il prodotto che sta acquistando è stato prodotto secondo i più alti standard di qualità e rispecchia le tradizioni e le caratteristiche del territorio di origine.

L’etichetta deve riportare informazioni chiare e precise sul prodotto, inclusa la sua provenienza, la sua composizione e le sue modalità di produzione, nel rispetto delle normative in materia di etichettatura alimentare.

Inoltre, il packaging deve essere realizzato in modo da preservare la qualità del prodotto, proteggendolo da eventuali contaminazioni o alterazioni.

Questi rigidi standard sono essenziali per valorizzare i prodotti autentici italiani che vantano storia e tradizione e distinguere i prodotti certificati da imitazioni e falsificazioni.

I marchi igp, dop e stg proteggono l'economia italiana

Misure di Tutela delle Indicazioni Geografiche Protette

Queste godono di misure di tutela rigorose per preservare la loro integrità e il loro valore.

In caso di violazione, come l’utilizzo illegittimo della denominazione, si possono intraprendere azioni legali per proteggere il nome e la reputazione del prodotto.

Questo è particolarmente rilevante per i prodotti con un forte legame con il territorio di origine in quanto la violazione può danneggiare l’intera area geografica di origine.

Le azioni legali possono portare a sanzioni severe, incluse multe, risarcimenti milionari e la confisca dei prodotti contraffatti.

Misure preventive e correttive

Oltre alle azioni legali, esistono misure preventive e correttive per salvaguardare le IGP.

Queste misure includono la vigilanza attiva sul mercato per identificare possibili violazioni e l’adozione di standard di produzione e di etichettatura rigorosi.

L’obiettivo è prevenire l’uso indebito della denominazione protetta e garantire che i consumatori ricevano prodotti autentici e di alta qualità.

Quando viene rilevata una violazione, si possono adottare misure correttive per eliminare il prodotto contraffatto dal mercato e ripristinare la reputazione del prodotto legittimo.

Queste misure sono fondamentali per mantenere la fiducia dei consumatori e l’eccellenza dei prodotti con certificazioni.

Il settore enogastronomico è importante per la nostra economia ma è molto difficile da proteggere

Impatto del Prodotto IGP sul Mercato e sul Consumatore

Il logo IGP ha un impatto significativo sul valore del prodotto nel mercato.

L’Aceto Balsamico di Modena IGP, ad esempio, grazie al suo riconoscimento, gode di una reputazione di eccellenza e autenticità.

Questo status conferisce al prodotto un vantaggio competitivo e permette di posizionarsi come un prodotto di alta qualità, influenzando positivamente il suo valore commerciale.

Effetti sulle strategie di marketing e posizionamento di mercato

Il possesso della certificazione IGP influisce notevolmente sulle strategie di marketing e sul posizionamento di mercato dei prodotti.

Permette di definire strategie pubblicitarie che enfatizzano l’unicità e la qualità superiore dei prodotti, attraendo così un segmento di consumatori disposti a pagare un prezzo premium per la qualità garantita.

Questo posizionamento consente anche di differenziarsi dalla concorrenza e di costruire un brand distintivo e riconoscibile.

Percezione della qualità e della provenienza

La certificazione IGP influisce profondamente sulla percezione della qualità e della provenienza dei prodotti da parte dei consumatori.

Prodotti provenienti da regioni rinomate come il Trentino Alto Adige sono percepiti come garanzia di alta qualità, tradizione e autenticità.

Questa percezione rinforza la fiducia dei consumatori nei prodotti, influenzando positivamente le loro decisioni di acquisto e promuovendo una maggiore lealtà al brand.

Prodotti garantiti dal marchio di qualità

Come il marchio IGP influisce sulle scelte di acquisto

Il marchio IGP è un elemento chiave nelle scelte di acquisto dei consumatori.

L’associazione del marchio con standard elevati di qualità e autenticità crea un’aspettativa di eccellenza che motiva i consumatori a preferire i prodotti IGP rispetto agli altri.

La consapevolezza e il riconoscimento del marchio IGP influenzano direttamente le preferenze dei consumatori, inducendoli a cercare questi prodotti dotati di qualità e genuinità garantite.

Come si ottiene il marchio igp: i requisiti e la procedura

Concludendo

Ora sai come si ottiene il Marchio IGP, DOP, DOC, DOCG e STG, sia che tu voglia apporlo sui tuoi prodotti, sia che intenda preservare la qualità di un determinato prodotto locale.

Ma non solo, conosci i vantaggi che i marchi di qualità possono portare al tuo business! Per cui cosa aspetti? Compila il form sottostante e inizia subito l’iter per ottenere il marchio IGP!

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