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Scopri tutto quello che devi sapere su come trasferire gratuitamente il tuo marchio registrato

Cessione Marchio a Titolo Gratuito: la Guida Completa

Vuoi effettuare una cessione marchio a titolo gratuito ma non sai come fare? Hai bisogno di dare in licenza d’uso gratuito un marchio che hai registrato? Ti stai domando quali sarebbero i vantaggi e quali i problemi?

Stai valutando se affittare un ramo della tua azienda ma non intendi dare in licenza anche il marchio ad essa associato? Conosci la differenza tra cessione di un marchio e licenza d’uso dello stesso?

Sei nel posto giusto! In questa guida completa ed aggiornata affronteremo ogni singolo aspetto della cessione in licenza d’uso del marchio a titolo gratuito e ne analizzeremo ogni risvolto, anche quelli fiscali!

Nel mondo degli affari, il valore e il riconoscimento di un logo sono essenziali, poiché esso non solo rappresenta l’identità di un’azienda, ma può anche diventare un asset finanziario di grande valore.

Nel mondo capitalista quella della cessione – gratuita o onerosa che sia – è una pratica consolidata e molto diffusa, che consente il trasferimento della proprietà del marchio, di cui esploreremo la rilevanza nel panorama italiano ed europeo.

Prima di entrare nel vivo della questione dobbiamo, però, fare qualche precisazione preliminare perché senza queste informazioni basilari non potrai comprendere quanto diremo in prosieguo.

Ovviamente se sei già in possesso di queste informazioni basilari, salta pure i primi paragrafi ed entra direttamente nel vivo della questione (del resto l’indice qui sotto serve proprio a questo, no?).

Indice della Guida:

Definizione di “Cessione Marchio a Titolo Gratuito”

In tutti gli ordinamenti giuridici è possibile cedere a terzi i propri segni distintivi a Titolo:

  1. Gratuito;
  2. Oneroso.

La cessione gratuita del marchio, come suggerisce il nome stesso, prevede che la titolarità del marchio passi da un proprietario ad un altro soggetto senza alcuna controprestazione economica.

Al contrario si definisce “onerosa” la cessione in cui viene concordato e corrisposto un prezzo per il marchio ceduto.

Distinzione Tra Cessione Parziale del Marchio e Cessione Totale del Marchio

Altro aspetto preliminare che è di fondamentale importanza conoscere è che i segni distintivi possono essere ceduti totalmente o solo parzialmente.

Quando si presenta una domanda di deposito è necessario rivendicare specificamente le classi merceologiche (o Classi di Nizza) in cui il segno dovrà essere tutelato.

La legge consente di rivendicare più classi merceologiche all’interno di una singola domanda di registrazione e ti consigliamo di approfondire la procedura per registrare un marchio.

Ebbene, se un logo è depositato in più classi è possibile cederne la titolarità in una sola casse (cessione parziale) oppure concederne la titolarità per intero (cessione totale) cioè n ogni classe.

Nel caso di quella parziale è possibile sia trattenere per sé il diritto di continuare a utilizzare il logo nelle classi non cedute, o cedere tale diritto ad altri soggetti, aumentando ulteriormente i propri guadagni.

Impara tutto su come cedere  gratuitamente il tuo marchio, che sia registrato o meno

La Cessione di Marchio Non Registrato

La cessione di un marchio non registrato è più complessa, poiché non gode delle stesse protezioni legali di un marchio registrato.

Fondamentalmente in diritto vale una regola molto chiara e semplice: non si può trasferire ad altri più di ciò che si ha!

Applicando questa semplice regola al caso del marchio di fatto possiamo dire che nel caso di suo trasferimento viene concesso l’utilizzo di esso così come veniva effettuato dal precedente titolare.

Per rendere tutto più chiaro, facciamo un esempio:

Hai acquistato un ristorante che usa da decenni lo stesso nome, impresso anche sul tovagliato, sulle pubblicità e quant’altro ma che non è mai stato registrato.

Ebbene potrai continuare a usare quel segno distintivo esattamente come è sempre stato usato e potrai impedire a chiunque di usarlo per identificare un altro  ristorante localizzato vicino al tuo.

Non potrai però:

  1. Concederlo in franchising;
  2. Impedire a qualcuno di usarlo in una diversa zona d’Italia (fosse anche solo il Comune accanto);
  3. Proibire che chiamino con quel nome qualsiasi prodotti di altre classi di Nizza.

Tuttavia, possono essere ceduti a titolo oneroso o gratuito, ma è essenziale avere a disposizione un atto pubblico che attesti il passaggio di proprietà.

Contratto di Cessione Marchio e Contratto di Licenza di Marchio

Probabilmente hai già sentito parlare di entrambi questi contratti e, altrettanto probabilmente, ritieni erroneamente che siano la stessa cosa, non è affatto così e ora ti spiegheremo perché.

Partiamo chiarendo che una similitudine tra i due c’è: con entrambi puoi concedere ad altri l’utilizzo del tuo marchio registrato, ma le modalità in cui ciò avviene sono molto diverse!

Se con il contratto di cessione si cede la proprietà del logo, con il contratto di licenza si mantiene la titolarità del marchio e si cede solo il potere di utilizzarlo.

Ti sembra una sottile differenza tecnica? Con un esempio comprenderai meglio perché ci teniamo tanto a sottolineare questa differenza.

Hai acquistato casa? Ecco: il contratto di cessione equivale a vendere casa tua, mentre il contratto di licenza d’uso è l’equivalente di affittarla ad un inquilino!

Ti è chiaro adesso perché è fondamentale aver chiara in testa la differenza tra le due cose?

Non vorremmo ti ritrovassi a svendere casa tua senza saperlo, nella convinzione di starla solo affittando!

Donare il marchio registrato: rischi e benefici

Riferimenti alla Storia e all’Importanza della Cessione di Marchi

Storicamente, i marchi sono stati visti come segni distintivi di prodotti o servizi offerti da un’entità.

Con l’evoluzione dell’economia e degli affari, la cessione dei marchi è diventata una pratica comune, consentendo alle aziende di espandersi, ristrutturarsi o semplicemente cambiare direzione.

L’importanza di un marchio registrato e del suo trasferimento, sia a titolo oneroso che gratuito, ha acquisito grande rilievo, garantendo la continuità dell’identità di un prodotto o servizio sul mercato.

Cos’è un Marchio Registrato e Quando si definisce Italiano, Marchio Europeo o Internazionale

Trovi una risposta approfondita a questa domanda nel nostro approfondimento “Marchio e Logo” in cui abbiamo affrontato la questione sia dal punto di vista del marketing che da quello giuridico.

Per quanto attiene ai fini della presente trattazione, ti basti sapere che esso è uno dei segni distintivi dell’azienda di cui identifica prodotti o servizi offerti differenziandoli da quelli dei suoi concorrenti.

Può essere composto da parole, disegni, lettere, cifre o qualsiasi segno in grado di essere rappresentato graficamente.

A seconda del tipo di registrazione, può essere italiano, europeo e internazionale garantendo all’interno di quel territorio i diritti esclusivi sul suo uso.

Natura e Obiettivi dei Segni Distintivi

La natura di essi risiede, come detto, nella loro capacità di distinguere chi è titolare di un marchio dai concorrenti in affari e, al contempo, proteggerne la proprietà intellettuale sui beni immateriali.

Il obiettivo principale è di scongiurare pratiche di concorrenza sleale garantendo altresì ai consumatori di essere certi dell’origine dei prodotti o servizi che acquistano.

Per le aziende, avere un marchio registrato offre protezione contro l’uso non autorizzato, garantendo la loro identità e reputazione sul mercato.

La Protezione Giuridica dei Marchi in Italia e in Europa

In Italia, essa è garantita dall’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi – U.I.B.M. – dove un marchio può essere registrato e protetto.

Allo stesso modo, a livello europeo, la protezione è garantita in tutti gli stati membri dall’E.U.I.P.O. o European Union Intellectual Property Office.

Questa protezione giuridica assicura che solo chi è titolare del marchio, o ha da questi ricevuto espressa licenza d’uso, possa usare il marchio per i prodotti o servizi per i quali è stato registrato.

In caso di cambio di titolarità del marchio, questa va comunicata all’ufficio territorialmente competente per garantire i diritti del cessionario.

Qualora non avessi ancora provveduto a tutelare il tuo Brand puoi contattarci fin da ora per il tuo marchio e chiedendo di registrare il tuo brand a livello italiano che europeo.

Concessione gratuita del proprio marchio: davvero conviene?

Requisiti di Trasferibilità del Marchio

Il trasferimento del marchio può essere effettuato solo se sono presenti tutti i requisiti preliminari richiesti dalla legge e necessari a garantire i diritti di tutti i soggetti coinvolti.

In primo luogo, chi trasferisce deve essere in possesso del certificato di titolarità emesso dall’Ufficio competete che attesti la sua proprietà e i diritti associati alla registrazione a suo nome.

Le modalità di ottenimento e trasferimento del certificato di titolarità cambiano in caso di cessione del marchio presso l’UIBM, l’EUPO o la WIPO.

A seconda dell’ufficio competente esistono procedure differenti da seguire.

In caso di trasferimenti di segni distintivi con risvolti che superano i confini nazionali è imprescindibile avvalersi della consulenza di professionisti del settore.

Vantaggi e Svantaggi della Gratuità

Trasferire senza controprestazioni il proprio segno distintivo offre vantaggi come la possibilità di consolidare rapporti commerciali o strategici con i propri partners.

Il modo in cui entri in possesso del Brand non incide sulla tua facoltà di registrare il marchio su Amazon e avviare il tuo business online.

Anzi ti consigliamo caldamente di leggere subito come farlo e quanti vantaggi ti stanno aspettando!

Tuttavia, cedere il proprio logo gratuitamente ha rifessi negativi sul suo valore di mercato e, più specificamente, sulle valutazione che di tale asset societario è stata fatta a bilancio.

Tra gli svantaggi va annoverato il fatto che, se il segno distintivo è stato acquisito gratuitamente, sarà molto più difficile successivamente poter giustificare un eventuale valore elevato di Royalties.

Questo implica che sarà molto complesso riuscire a beneficiare del regime fiscale agevolato stabilito sulla Tassazione Royalties Marchio di cui parliamo approfonditamente in un articolo apposito.

In ultimo, chi dovesse cedere il proprio segno distintivo, perde definitivamente tutti i diritti sullo stesso.

Cessione Marchio Registrato: Adempimenti Necessari al Trasferimento del Marchio in Italia

Per quanto sia “a titolo gratuito” cedere un logo richiede una serie di passaggi e adempimenti.

Innanzitutto, deve essere stipulato un contratto di cessione del marchio, di solito redatto come scrittura privata, che attesti l’avvenuto acquisto del marchio.

Tale contratto deve ovviamente essere sottoscritto dal proprietario del marchio e dall’acquirente.

Per la stesura, redazione, verifica e revisione di tale contratto è necessario rivolgersi a degli avvocati, possibilmente che siano specializzati in proprietà intellettuale e Brand Identity.

Successivamente il contratto va trascritto sia all’Ufficio dei Marchi territorialmente competente che all’Agenzia delle Entrate.

Il ruolo dell’Agenzia delle Entrate e le documentazioni da presentare

Come detto poc’anzi dl punto di vista fiscale è necessario presentare una dichiarazione di avvenuta cessione del segno distintivo presso l’Agenzia delle Entrate.

Sia chiaro che tale presentazione è obbligatoria a prescindere che il segno distintivo sia stato trasferito a titolo oneroso o meno!

Allegato alla scrittura con cui il sego viene ceduto va depositata anche prova della effettiva proprietà del segno che si sta cedendo, come il certificato di titolarità emesso dall’UIBM o dall’EUIPO.

Trasferimento gratuito del marchio: come farlo e soprattutto, perché farlo

Trascrizione della Cessione dei Diritti di Proprietà Industriale

Dopo aver presentato la dichiarazione all’Agenzia delle Entrate, l’ultimo passo è l’istanza di Trascrizione presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi.

Questo assicura che il trasferimento della proprietà industriale, in questo caso il marchio, sia ufficialmente registrato a nome del nuovo titolare e riconosciuto.

Tale trascrizione garantisce che il nuovo proprietario goda di tutti i diritti esclusivi sul logo trasferito.

Perché Rispettare Queste Formalità Se la cessione è gratuita?

Formalizzare l’avvenuto trasferimento del segno distintivo, anche se gratuitamente, è fondamentale per proteggere i diritti di tutte le parti coinvolte.

Un marchio può essere ceduto o trasferito liberamente, ma la mancanza di un documento ufficiale potrebbe portare a contestazioni future sulla sua titolarità o sull’uso esclusivo del marchio.

Inoltre, che sia registrato in Italia o in Europa, un marchio ha un valore legale riconosciuto solo se vi è una trascrizione della cessione insieme ad un atto sottoscritto dal proprietario.

Esempi, Modelli FacSimile Contratto di Cessione del Marchio

Online esistono numerosi modelli di contratti per il trasferimento gratuito di diritti di proprietà intellettuale, siano essi registrati o meno (come il un marchio di fatto).

Questi templates, in genere, specificano le condizioni in cui il marchio può essere trasferito, siano esse per una cessione totale o parziale che riguarda solo una parte dei prodotti o servizi.

In ogni caso essi dovrebbero includere elementi fondamentali come:

  1. Identificazione delle parti;
  2. Descrizione del logo (Registrato o di fatto);
  3. Condizioni in cui viene ceduto (onerose o gratuite);
  4. Foro competente in caso di dispute.

La formalizzazione attraverso un contratto garantisce che il marchio sia stato trasferito nella maniera appropriata e riduce il rischio di future contestazioni.

In ultimo, andrebbe sempre allegato il certificato di titolarità o, in alternativa, andrebbe riportato in modo pedissequo il numero identificativo della registrazione.

Chiaramente a monte di tutto questo devi porti una domanda:

davvero vuoi rischiare di attirarti addosso un mare di guai e possibili beghe legali e danni economici affrontando una simile procedura con un facsimile trovato online?

Ricorda che prevenire è sempre meglio che curare! Per cui sii intelligente e affida questo delicatissimo compito a dei professionisti del settore che curino gli interessi tuoi e della tua azienda!

Come si Calcola il Valore di un Marchio Ceduto Gratuitamente?

Il valore di un segno distintivo non è solo economico, ma anche strategico.

Anche se un marchio viene ceduto gratuitamente, la sua valutazione può basarsi su vari fattori come la notorietà, la portata geografica (marchio nazionale e internazionale), e la reputazione acquisita presso il pubblico di riferimento.

In una sola parola, quello che è importante valutare in modo corretto è il valore di “avviamento” del segno distintivo.

La corretta valutazione del conto del valore del marchio può influenzare decisioni aziendali come fusioni, acquisizioni o concessioni di licenze.

Ma allora come valutare questo fondamentale valore, che andrà iscritto a bilancio, se il segno distintivo è stato acquisito gratuitamente?

Non esiste una risposta semplice che possiamo dare a questa domanda, ci dispiace!

Quello che possiamo fare è indicarti la corretta va da percorrere: rivolgiti ad avvocati esperti di “Proprietà Intellettuale” e “Brand Identity” e commissiona loro una perizia giurata!

Con questo documento potrai avere la certezza di aver iscritto a bilancio un valore corretto e, soprattutto, dimostrabile se e quando i tuoi soci o l’Agenzia dell’Entrate te ne chiederanno conto.

Concessione gratuita di utilizzo del marchio registrato

Accordi di Coesistenza: Cosa Sono e Perché Sono Importanti nella Cessione del Marchio

Sono intese, redatte per iscritto, tra proprietari di marchi che potrebbero risultare simili o potenzialmente in conflitto.

Attraverso questi accordi, tutte le parti riconoscono il diritto dell’altra di utilizzare il proprio marchio e s’impegnano a non interferire con tale diritto.

Una clausola molto usata in questo tipo di accordi è quella di riservare specifiche Classi di Nizza per ogni parte dell’accordo, così che tutte le parti possano usare il logo sena pestarsi i piedi a vicenda.

Qualora i prodotti commercializzati dalle parti rientrino nella medesima categoria merceologica, è possibile specificare nell’accordo quali prodotti saranno esclusivi di parte e quali dell’altra.

Tali accordi sono particolarmente rilevanti in caso di cessione del marchio nel caso in cui questa avvenga a titolo parziale e non totale.

Come abbiamo detto nel trasferimento parziale s trasmette il diritto all’uso solo di alcune classi in cui i segno è registrato, trattenendo per sé tutte e altre eventuali classi.

Ebbene è possibile stipulare, a latere della cessione, un accordo di coesistenza che consenta all’originaria proprietà del segno ceduto di continuare a usarlo in quelle classi a cui non intende rinunciare.

Un buon buon accordo di coesistenza può prevenire cause di risarcimento milionarie, per questo devi rivolgerti a degli avvocati esperti di questa materia per stipularne quando necessario.

Implicazioni Fiscali e Normative

Se decidi di trasferire il marchio gratuitamente, devi capire che, come già sai se operi in Italia, l’operazione non è altrettanto “gratuita” dal punto di vista del fisco.

Infatti, anche se il marchio viene ceduto senza alcun obbligo di controprestazione finanziaria, sorgono questioni relative alla valutazione del segno in sé e alla sua considerazione ai fini fiscali.

La donazione in sé presenta sfide legali e fiscali particolarmente rilevanti, figurarsi se l’oggetto donato è un bene immateriale come un diritto di proprietà intellettuale!

Una volta acquistato un marchio, se decidi di donarlo, potresti innescare questioni fiscali molto complesse, soprattutto se lo ha acquisito ad un valore significativo.

Chiaramente ogni fattispecie è differente e fa storia  a sé e, quando si tratta di fisco italiano, questo in genere significa che ognuna di esse viene tassata in modo del tutto differente o quasi.

Fatta questa premessa è chiaro che non possiamo darti una risposa chiara e precisa riguardo la tua situazione.

Per offrirti una risposta devi prima contattarci e ci spiegarci per filo e per segno l’operazione che stai per mettere in piedi.

Per intenderci:

  • Stai operando come società o come persona fisica?
  • Nel primo caso, che forma societaria hai?
  • Quanti soci siete?
  • Il tuo fatturato dell’ultimo anno?
  • Chi ti sta cedendo il Marchio e perché lo fa gratis?

Potremmo andare avanti ma ormai hai capito.

Quello che possiamo fare è rappresentarti uno schema minimo di prelievo fiscale condiviso tra tutte le tipologie di cessione, cuoi andrà aggiunto quanto dovuto sua base delle tue specifiche condizioni.

Sicuramente dovrai pagare:

  1. Tasse e Bolli dovuti all’Ufficio dei Marchi per la trascrizione del cambio di titolarità
  2. Imposta di registro sul contratto di trasferimento di proprietà
  3. Proporzionale aumento del prelievo sui tuoi fatturati futuri in base al valore iscritto a bilancio del segno acquistato

In ultimo, è importante distinguere tra trasferimento totale e cessione parziale del marchio, poiché ciò può avere differenti ripercussioni fiscali.

Cessione gratuita di marchio: come, perché e quando effettuarla

Riferimento Normativo: Articolo 23 C.P.I. o Codice della Proprietà Industriale

Il Codice della Proprietà Industriale, in particolare l’articolo 23 C.P.I., regolamenta diversi aspetti legati al trasferimento di segni distintivi.

Esso stabilisce le condizioni sotto le quali un marchio può essere trasferito liberamente, le modalità con cui tale trasferimento deve essere registrato, e le sue implicazioni legali.

È essenziale riferirsi a questa norma durante la procedura di trasferimento (onerosa o meno) per garantire che tutte le azioni siano conformi alle leggi vigenti.

Il processo di cessione può variare notevolmente a seconda che il marchio sia registrato a livello nazionale, europeo o internazionale.

Le leggi e i regolamenti differiscono, così come le implicazioni fiscali legate al trasferimento e alle protezioni associate.

Cessione del Marchio dell’Unione Europea

Il marchio dell’Unione Europea ha carattere sovrannazionale, offrendo protezione in tutti gli stati membri presenti e futuri.

La cessione del marchio registrato nell’UE segue le linee guida stabilite dal regolamento sul marchio dell’Unione Europea.

Perché sia valida, la cessione deve essere sottoscritta attraverso un contratto di cessione marchio e richiede una trascrizione del marchio presso l’EUIPO.

Anche in queto caso la cessione può essere totale, riguardante tutti i prodotti e servizi per i quali è registrato il marchio, o parziale, limitata a una parte dei prodotti o servizi.

Il Trasferimento del Marchio Internazionale

La cessione del marchio registrato a livello internazionale segue le direttive dell’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale o W.I.P.O.

È fondamentale conoscere le normative specifiche dei paesi in cui si è registrato il logo da trasferire.

Questa specifica tipologia di trasferimento presenta sfide molto rilevanti, in particolare se a venire trasferito è un marchio non registrato in alcuni dei paesi in cui il nuovo titolare intende utilizzarlo.

In questi casi, è essenziale avere a disposizione un atto pubblico registrato che attesti il passaggio di proprietà, soprattutto se il marchio e il passaggio coinvolgono più giurisdizioni.

Di nuovo, la cessione può essere effettuata a titolo oneroso o meno, e le parti devono essere chiare sulle loro intenzioni e responsabilità durante questo processo.

Quando si tratta di questa specifica tipologia di trasferimento il nostro consiglio è sempre lo stesso: non far un passo del genere se prima non ti consulti con avvocati specializzati in questa materia!

Limiti della Cessione di Marchio: Tutela dei Consumatori

Nel contesto del trasferimento del marchio in Italia, come in molti altri paesi, la tutela dei consumatori gioca un ruolo cruciale.

La cessione deve essere gestita in modo che non induca in errore o inganni i consumatori riguardo all’origine di ciò che acquistano.

Se due aziende operano successivamente sotto lo stesso marchio, il trasferimento non deve confondere i consumatori.

In particolare deve risultare chiaro chi sia l’attuale utilizzatore del logo e quali siano le qualità dei prodotti che esso attualmente contraddistingue.

Stesso discorso vale per i contratti di licenza del marchio non deve derivare inganno o potenziale confusione per i consumatori.

Cosa Accade se un Segno Viene Inizialmente Donato e poi Ceduto

Vi sono situazioni in cui un segno viene inizialmente donato, magari come gesto di buona volontà o come strategia di marketing, e in seguito viene ceduto.

In tali circostanze, chi ha acquistato il marchio potrebbe trovarsi nella necessità di chiedere la registrazione o riconferma dei diritti presso gli enti competenti.

Questi scenari possono diventare complessi, specialmente se il segno è stato ceduto senza alcun obbligo di trasferimento o se la proprietà del marchio è stata modificata più volte senza una chiara trascrizione.

Si tratta ovviamente di situazioni piuttosto rare, per quanto decisamente complesse da gestire, e qualora tu sia sul punto di acquistare un logo che è stato a suo tempo oggetto di donazione ti consigliamo la massima attenzione.

In particolare, se già normalmente è sconsigliatissimo agire con il “fai da te”, in questa particolare circostanza devi assolutamente farti assistere da dei professionisti del settore!

Come la Cessione può Influenzare la Brand Identity dell’Azienda e il Rapporto con la Cessione d’azienda

La cessione di un marchio ha profonde implicazioni sulla brand identity di un’azienda, poiché esso rappresenta non solo un nome o un logo, ma l’intero complesso di valori, percezioni e aspettative che i consumatori vi associano.

Quando si cede un segno distintivo, si cede anche una parte (se non tutta) di questa identità.

Se non gestito correttamente, il trasferimento può confondere i consumatori e danneggiare la reputazione dell’azienda.

Questo è particolarmente vero se l’azienda ha acquistato il marchio e chiede successivamente di registrare il trasferimento, senza considerare come questo potrebbe influenzare la percezione del pubblico.

Inoltre, la cessione del marchio deve essere distintamente considerata rispetto alla cessione di ramo d’azienda.

In particolare è importante sapere che i due asset sono vendibili separatamente e che l’acquisto di un ramo d’azienda non implica automaticamente anche il trasferimenti di titolarità del marchio utilizzato dal ramo acquistato!

Questa rivoluzionaria interpretazione giurisprudenziale ha avuto effetti dirompenti sul mercato, giacché spesso è capitato di vedere imprenditori acquistare rami d’azienda privi del loro asset più importante!

Presta la massima attenzione in questi casi e, se non hai le idee chiare a riguardo, non perdere tempo e consultati con dei professionisti della materia!

Considerazioni Finali sulla Cessione di Marchio a Titolo Gratuito

Essa può rappresentare una scelta strategica per molte aziende, ma è essenziale affrontare tale decisione con la dovuta attenzione e consapevolezza.

Anche se non si tratta di un’operazione economica in senso stretto, le implicazioni legali, fiscali, strategiche e di brand identity possono essere molto significative.

Avere il possesso di un atto pubblico che dimostri chiaramente i diritti associati al logo e la legittimità del trasferimento può evitare complicazioni future.

Inoltre, se il logo è associato a una licenza, è essenziale comprendere come il trasferimento potrebbe influenzare tale licenza e se esistono eventuali restrizioni al trasferimento.

L’Importanza della Cessione nel Contesto della Strategia Aziendale e della Proprietà Intellettuale

In un mondo sempre più globalizzato e competitivo, la gestione efficace della proprietà intellettuale, tra cui i marchi, diventa cruciale.

La cessione di un marchio a titolo gratuito o oneroso, può avere profonde ripercussioni sulla posizione di un’azienda nel mercato e sulla sua identità di brand.

Quando si cede un logo, non si cede solo un nome o un simbolo, ma un intero insieme di valori e aspettative del mercato.

Pertanto, è fondamentale integrare tali decisioni nella strategia aziendale complessiva, assicurandosi che siano in linea con gli obiettivi a lungo termine dell’organizzazione.

Ogni passo, dalla decisione di cedere un marchio alla sua registrazione, deve essere intrapreso con cura e attenzione, garantendo sempre il massimo valore e protezione per l’azienda.

Come Procedere

Adesso sai come effettuare una cessione marchio a titolo gratuito, ne conosci tutti i pro e tutti i contro, sei consapevole di come gestire una simile operazione di quali rischi essa comporta.

Ti abbiamo fornito tutti gli strumenti per ragionare sull’effettiva convenienza di farlo e, eventualmente, su come mettere in piedi una simile operazione aziendale.

Quello che devi fare ora è: contattarci immediatamente per fissare una consulenza con un nostro avvocato che possa aiutarti a mettere davvero in piedi questa complessa operazione evitando rischi e problemi!

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